Agenzia di informazione indipendente

di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

Articolo completo

I bambini scrivono... Il cavallo sperduto

Franz Marc
Franz Marc

Nel cuore dei bambini si nasconde l’anima del mondo.  Vogliamo regalare ai nostri lettori alcune delle favole inventate dagli alunni delle classi elementari e medie che hanno partecipato al concorso “Il mio regno per un cavallo” indetto da Fieracavalli in occasione dell’edizione 2008 della manifestazione scaligera. Al di là del fascino che emana da esse, ci sembra possano essere un monito, per tutti noi, a preservare o a riconquistare il significato più profondo della relazione che ancora lega ciascuno di noi ai cavalli.

IL CAVALLO SPERDUTO

C’ERA UNA VOLTA in una grande stalla un cavallo grigio chiaro con la criniera e la coda nere.
Ma una brutta notte di temporale un fulmine colpì il chiavistello di chiusura della stalla e così il cavallo, che si chiamava Eriotto, scappò via spaventato.
Percorse molti chilometri per otto notti e nove giorni e alla nona notte il cavallo stanco morto si fermò a riposare.
La mattina seguente Eriotto si trovò davanti ad una porta di mille colori, con una forma stranissima, e il cavallo, che era un curiosone, volle entrare per vedere cosa c’era dietro.
Appena entrò, vide delle bellissime colline verdi piene di erbe alte e soprattutto buonissime, che sarebbero piaciute anche ad un uomo. Ma la cosa che lo colpì di più fu una bellissima cavalla bianca, talmente bianca che sembrava un foglio bianco e lucido.
Eriotto era così innamorato che le andò dietro come un pazzo e la cavalla, che si chiamava Fulmine Bianco, gli fece attraversare una stradina che portava ad un castello e ad una casa diroccata.
Evitarono tutte e due le abitazioni e finalmente arrivarono ad una grandissima casa rossa con un recinto grande che avrebbe potuto contenere quasi venti cavalli, ma purtroppo dentro al recinto c’erano solo due cavalli.
Uno si chiamava Pier ed era un cavallo tutto marrone chiaro, l’altro invece si chiamava Luna Rossa ed era marrone-rosso.
I tre cavalli fecero fare ad Eriotto più di novanta cavalcate avventurose e dopo un anno passato con loro si fece indicare la strada per uscire, ma purtroppo gli dissero che una volta entrati, non si poteva più uscire.
Allora il cavallo disperato viaggiò e viaggiò per tutto il paese magico cercando la porta di uscita, ma senza risultato.
I tre cavalli avevano proprio ragione: una volta entrati, non c’era più la possibilità di uscire.
Anche se Eriotto era felice di vivere lì dove c’erano immense distese verdi da brucare, aveva sempre la speranza di riuscire a tornare indietro e chiese ai tre cavalli se viaggiando nove notti e dieci giorni sarebbe ricomparsa la porta strana e magica che lo aveva fatto entrare in quel meraviglioso paese.
I tre cavalli però non lo sapevano e allora decisero di provarci tutti assieme perché in realtà anche loro facevano parte della stessa scuderia da dove era scappato Eriotto.
E dopo nove notti e dieci giorni di corsa si addormentarono stanchi morti.
Quando i cavalli si svegliarono, trovarono la porta per uscire e una volta passati,  la porta scomparve, Dopo ancora alcuni giorni di viaggio, Eriotto, Fulmine Bianco, Pier e Luna Rossa trovarono il loro padrone che li accolse tutti con grandi carezze e tornarono così felici alla vita di sempre.

Giulia Cacco e compagni

Classe II D

I.C.Parolari - Solarino Venezia

Insegnanti Lucia Targhetta, Laura Piazza, Giovanna Gimma.