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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Hurrah a Dario Vargiu per le 3000 vittorie

ROMA. Tremila vittorie per Dario Vargiu, il settimo jockey italiano nella storia del nostro turf a raggiungere quella quota d'assoluta eccellenza. San Siro che riapre ed ecco la prima domenica di settembre il 'Dario Vargiu show'. Un triplo d'autore portando al successo prima Trita Sass nello Zanocchio, quindi Thundermann nel Fassati e il tris servito con Giocoforza nel Giulio Bassignana. Qualche mese fa ha sfilato la casacca della Effevi, rescissione del contratto ma la collaborazione con i Botti continua, nel solco di una stima reciproca.
Regalarsi in sella un fantino come Dario è una garanzia: professionale, tattico ed energico, e con tanta voglia di nuovi obbiettivi, la determinazione e la forza mentale di chi nonostante sei scudetti, due Derby Italiani ma anche quello tedesco, dice che la sfida è ancora aperta, ci sono i 4000 mila successi a portata perché nella terza stagione dei 40 si diverte a fare il mestiere che fa.
Vargiu in testa a portarseli tutti a spasso con l'andatura che ritiene più comoda o a prevalere in un finale al calor bianco, le sue braccia, il suo fiuto per il traguardo su tutto. Uomo anche di grande sensibilità, impegnato nel sociale e appassionato di musica. Una risorsa per tutto uno sport, l'ippica, uno come D.V., adesso quel 3000 attaccato alla sua giubba. Meritatamente. “Vorrei vincere le Oaks e il Lydia Tesio, le classiche che mi mancano del programma italiano”. Dario verrà, aspettatelo sul palo, con un ticket in mano. Non vi deluderà. E' uno di parola. Fantino e uomo speciale.