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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Horse Painting, una Kermesse che unisce le due sponde del Mediterraneo

Lo scorso 3 marzo, presso il Centro Ippico Meisino di Torino, in collaborazione con l’Associazione A.S.Se.A. Onlus di Mocalieri, si è svolta una delle tappe italiane dell’evento equiartistico internazionale HORSE PAINTING, ideato in Tunisia presso l’associazione Centre Hippique Mahdia.
HORSE PAINTING è una divertente ed educativa kermesse congiunta sulle due rive del Mediterraneo, a dimostrazione di come l'arte e i cavalli, intersecandosi, possano diventare un efficace mezzo di comunicazione tra le persone nonché una rappresentazione simbolica e diacronica che unisce culture diverse. Un progetto a sostegno dell’educazione emozionale dell’infanzia che, in Italia, ha già avuto luogo nel mese di settembre in Emilia-Romagna, presso le Scuderie M.D. di Borzano di Albinea, a ottobre al Maneggio Il Raggio di Sole di Forlì e lo scorso 15 febbraio al Salone dell'Equitazione CAVALLI A ROMA, con grande successo di pubblico.

Durante l’appuntamento piemontese, la presenza di referenti abilitati, secondo le Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali, ha consentito di  organizzare in modo strutturato questo laboratorio per essere oggetto di osservazione, nel rispetto degli animali coinvolti. La mediazione animale è una scienza multidisciplinare dove una relazione significativa tra uomo e animale viene condotta con professionalità specifica, diretta all’incremento del benessere della persona, nel totale rispetto dell’animale. I fini sono facilitare e potenziare l’intervento su diversi piani: ludico-ricreativo, socializzante, cioè Attività Assistite con Animale (AAA), educativo, cioè Educazione Assistita con Animale (EAA) ed infine, terapeutico, Terapia Assistita con Animale (TAA). Un progetto IAA, per essere tale, deve  generare una relazione eterospecifica che porti a equilibri nuovi per lo stato salute o lo sviluppo emotivo e psichico di un individuo.

Sono stati scelti, in particolare, alcuni bambini che già frequentano il Centro Ippico Meisino con obiettivi diversi, sia equitazione che riabilitazione equestre, e in un momento successivo è stata data la possibilità ad altri bimbi di poter partecipare liberamente a questa esperienza. Si sono quindi predisposti due gruppi eterogenei, dai 6 agli 11 anni, in modo tale che i bambini con difficoltà potessero essere supportati dai compagni abili.
I ragazzi sono stati poi invitati a dipingere con colori atossici, direttamente con le dita, le tele-coperte posizionate sui cavalli, composte da un tessuto grezzo in denim, spesso e poroso, di colore blu scuro, non costrittive né fastidiose per l’equino e realizzate appositamente per questo tipo di attività.
I bambini hanno così sperimentato i diversi colori e le densità che possono assumere in tutte le loro forme, prevalentemente astratte.

« Era visibile il piacere del contatto e della creazione: affondare le mani nel colore, usare l’intera mano o una sua minima parte, strisciare, tamponare e premere sulla tela, mischiare i colori, improvvisare e pensare cosa o come dipingere. Alcuni si passavano il colore dalle mani, altri facevano impronte dopo “essersi dati il cinque” in modo reciproco, gesto eloquente che comunica soddisfazione o che serve a congratularsi tra individui. I bambini erano in un continuo vai e vieni dal tavolo allestito con i colori – spiega la dottoressa Barbara Gè, psicologa, psicoterapeuta, socia e collaboratrice A.S.Se.A. come Referente e Responsabile EAA, TAA - C’era molto entusiasmo, eccitamento ma anche tranquillità e molta concentrazione nell’impegno artistico. I bambini sorridevano e apparivano molto sereni. Talvolta interagivano con i cavalli: chi li accarezzava, gli sussurrava nell’orecchio o li baciava. Hanno creato rappresentazioni per lo più individuali, benché ampiamente partecipate. Si sono consultati, hanno condiviso e verbalizzato ad alta voce su cosa stessero facendo, su cosa e come avrebbero voluto farlo. Si osservava collaborazione fra loro e un particolare supporto verso gli amici in difficoltà. Qualcuno, ogni tanto, si soffermava sulle creazioni dei compagni sull’altro pony, apportando il proprio contributo».

In seguito, si è proposto un momento di condivisione di gruppo sull’esperienza vissuta. Tutti i bimbi hanno manifestato emozioni positive, benessere e divertimento. Alcuni di loro hanno verbalizzato la soddisfazione di manipolare il colore e realizzare un'esperienza artistica contestualmente, come da tempo non avevano svolto. Per altri è stato un modo per “stare insieme e farsi nuovi amici” e “stare con il pony”. Alcuni avrebbero voluto avere maggiore tempo per interagire, salutare e ringraziare l’amico quadrupede. Invitati a scegliere insieme un nome delle “opere d’arte” realizzate, i bambini le hanno intitolate: «La felicità dei cavalli» e «Il caos della coperta della città», questo perché “ci sono colori e caos, che rappresentano le emozioni, anche dei cavalli”.

«E’ stata una giornata di sorrisi, di bellezza, di empatia e di inclusione, il potere vivo del colore che disegna sogni per noi tutti – aggiunge Stefania Panero, insegnante di scuola primaria, socia e collaboratrice A.S.SeA., Referente e Responsabile EAA - un evento in cui Pet e Arte Terapia si coniugano per sviluppare esperienze su molti livelli: sensoriale, emozionale e relazionale tra bambini, adulti e gli amici cavalli, i quali forniscono un ottimo esempio educativo di capacità quali la calma, la tolleranza e l’accettazione delle diversità».

L’artista Lorenzo Dotti, acquarellista naturalista di professione che ha aderito al progetto esprimendo la propria arte dal vivo su un altro cavallo, ha rappresentato su un lato della tela-coperta un Germano Reale, anatra dai colori sgargianti, a simboleggiare la Natura del Meisino e sull’altro La basilica di Superga, che domina la collina torinese. Il pittore ha poi fatto notare che Quattro, il Quarter horse messo a sua disposizione come cavallo, era rimasto molto calmo e mansueto. Come, d’altronde, gli altri pony che hanno relazionato con i bambini: Babà, un avelignese, e  Minidino, uno Shetland, che sono stati catalizzatori empatici d’eccezione di questo innovativo laboratorio di pittura che ha permesso a grandi e piccini, diversamente abili e non, di partecipare a un intenso momento di espressività creativa in gruppo, nell’ottica dell’integrazione sociale e globale.

«Cavalli calmi, code immobili a significare che questa tela-coperta riduce il fastidio di un contatto, anche manuale ma simile a quello provocato dagli insetti. Code comunque sollevate quel tanto da far capire che, in quel momento e in quella situazione, sono animali vigili e felici. La coperta è un accessorio da scuderia che si riferisce a una “situazione di comfort e benessere” e quando viene presentata al cavallo non genera stress perché non collegabile a fatica o fastidio – ci tiene a precisare la dottoressa Clotilde Trinchero, presidente dell’associazione A.S.Se.A. Onlus, medico veterinario specializzato in Interventi Assistiti con Animali – ma la cosa più sorprendente è stata quella di vedere come i pony, per la maggior parte dell’attività pittorica, attorniati dai bambini, riposassero su tre gambe. In pratica sonnecchiavano, visto che il cavallo, che ha un sonno leggero frazionato giorno/notte, ha questa capacità, prima di addormentarsi pur rimanendo in allerta, di bloccare la rotula di uno dei suoi posteriori per poter rimanere stabile e alleviare l’arto opposto. Inoltre non va trascurato l’effetto cromoterapico sia sugli equini che sugli umani che vanno a interagire in un’equazione relazionale tra loro, indotto dal colore blu di questa tela-coperta, uno dei meglio distinti dal cavallo insieme al giallo».

Per maggiori informazioni:
http://www.assea.it/
http://www.centroippicomeisino.it/