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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Horse Painting, educare alle emozioni ricordando dei cavalli speciali !

L'invito ad organizzare l'evento internazionale HORSE PAINTING, a sostegno dell'educazione emozionale dell'infanzia, è stato raccolto anche in Italia. E si comincia dall'Emilia Romagna: sabato 29 settembre presso le Scuderie M.D. a Borzano di Albinea e la domenica 21 ottobre a Forlì, accanto al Parco Urbano, nel Maneggio Il Raggio di Sole.

Dipingere grazie alla mediazione di un cavallo, che assume qui il ruolo di vero cavalletto mobile, su cui viene posta una tela-coperta in tessuto jean, catalizza e sviluppa i sensi, in particolare la vista ed il tatto, attraverso il contatto diretto con la materia e con l'animale, promuovendo nel contempo la creatività e lo spirito di iniziativa. I bambini possono quindi esprimersi liberamente, per forme e colori, lasciando anche semplicemente l'impronta delle loro mani.
L'esperienza di Mohamed Sahnoun, famoso pittore e calligrafo, durante Horse Painting in Tunisi, presso il Centre Hippique Mahdia ideatore e promotore dell'evento, riassume questa inusuale sensazione di sentire il pennello diventare "vivo", su una tela che trasmette il calore del cavallo e che, a ogni tocco di colore, ha una risposta attiva. La difficoltà pittorica sta appunto nelle reazioni, imprevedibili, del cavallo che nel frattempo osserva e interagisce con il pittore guardandolo, spostandosi, scuotendo la criniera o allontanando le mosche con la coda. La relazione tra il pittore ed il cavallo nasce anche dalle carezze che interrompono il lavoro e che ricompensano l'equino, che accetta questa "manipolazione" non invasiva dato che, comunque, ha l'abitudine di portare la coperta invernale di scuderia o quella estiva a rete antimosche. 

Queste prime tappe italiane di HORSE PAINTING sono inoltre dedicate alla memoria di due cavalli speciali, che hanno lasciato un segno profondo in chi oggi, ricordandoli, li considera, non a torto, i propri "angeli".

«Il mio angelo è arrivato sotto forma di un cavallo grigio: anziano, malato e riformato a fine carriera - racconta la scrittrice Paola Iotti che organizza, in Emilia Romagna, Horse Painting presso le Scuderie M.D. - mi sono sempre piaciuti i cavalli sauri e lui, con quel suo mantello cinerino, era l'opposto di quel che cercavo.  Ma l'avventura è andata oltre: lui è stato capace di tirare fuori quei tesori nascosti dentro di me, facendomi scoprire la magia della scrittura e consentendomi di entrare nel mondo equestre da una porta diversa da quella dell'agonismo».

Erika Ricci, con la voce rotta da quell'emozione che sta tra il dolore ed il ricordo, confessa invece che: «King, il cavallo cieco che vedeva con il cuore e che ci ha lasciato poco tempo fa, in fondo sarà ancora presente qui tra noi, al Maneggio il Raggio di Sole a Forlì, semplicemente sotto un'altra forma! Durante questa manifestazione, avremo anche l'opportunità di partecipare ad un percorso sensoriale, che consentirà di percepire la realtà come faceva il nostro niveo cavallo arabo. Con gli occhi bendati ci si muoverà per entrare in sintonia con la natura grazie ad un approccio emotivo, creativo e originale, per avere la consapevolezza di ciò che ci circonda con un coinvolgimento di tutte le sensorialità. Non solo un'azione dinamica ma un'elevazione dello spirito che attiva anche una plasticità mentale, un esperienza unica per potere "oltrepassare i nostri limiti"».

Samuele Gamba, ventenne originario di Mantova, sarà l'artista che dipingerà la coperta alle Scuderie M.D. a Borzano di Albinea, in provincia di Reggio Emilia. A sei anni gli viene diagnosticata una grave forma di dislessia.  Desideroso di diplomarsi in una scuola d'arte, viene invece indirizzato verso una scuola professionale perché giudicato incapace di frequentare un liceo. Ma la passione prevale e, dando ascolto alla propria voce interiore, riesce ad esprimere le sue emozioni attraverso il linguaggio della pittura e della fotografia. L'arte gli ha offerto, dunque, uno strumento diverso per dialogare, per raccontare la sua neurodiversità e le sue difficoltà di apprendimento lasciando alle  immagini e ai colori il compito di trasmettono quei dolori e quelle sensazioni percepiti durante la sua esistenza.

I bambini presenti avranno inoltre la possibilità di pitturare delle T-Shirt , simbolicamente riconducibili al dipinto del corpo che fu indubbiamente il primo gesto ornamentale dell'umanità. "Dovevi essere dipinto per essere un uomo", dice Claude Lévi-Strauss, un antropologo e etnologo francese, perché la pittura del corpo afferma l'identità con i suoi colori simbolici e motivi tradizionali. È una volontà di comunicazione che attraversa un approccio creativo e artistico. In un certo senso, è l'estetizzazione della vita nei suoi più piccoli gesti. L'arte del body painting risale agli albori dell'umanità, è una delle prime forme di espressione artistica utilizzata dai nostri antenati. Praticamente tutte le società tribali hanno praticato la pittura del corpo con argilla o carbone, e oggi, in India e nel Maghreb, le donne si tingono di henné.