Grandi Ippodromi, Tor di Valle attacca l'UNIRE

DICHIARAZIONE del presidente dell'ippodromo Tor di Valle (Roma trotto) dr. Gaetano Papalia dopo l'incontro con l'UNIRE alla presenza del ministro Luca Zaia:
“Abbiamo apprezzato l’iniziativa del Ministro che ha dimostrato sensibilità per le difficoltà incontrate con questo regime convenzionale da parte degli ippodromi più strutturati, sui quali proprio il piano industriale che l’on. Zaia stesso ha voluto punta ovviamente per rilancio dell’ippica italiana.
"Spiace che analoga attenzione non si sia potuta registrare anche da parte dell’Ente di riferimento, che, al contrario, si è impuntato su una questione, quella del mancato riconoscimento quale profilo convenzionale dell’istituto economico dei contributi correttivi che fa invece parte integrante della convenzione attualmente in proroga, dimostrando di non aver preso coscienza degli enormi sacrifici che il protrarsi di questo regime convenzionale sta imponendo agli ippodromi metropolitani da ormai tre anni. Ben altre e più lungimiranti dovrebbero essere le vedute del Consiglio di Amministrazione dell’UNIRE rispetto alle reali necessità dei principali ippodromi italiani.
"L’oggetto della mediazione odierna è infatti ben parva materia rispetto alle sostanziali esigenze dei grandi ippodromi che, per poter svolgere degnamente il loro ruolo di teatri principali dello spettacolo ippico italiano, non possono certo limitarsi a quella che è una mera battaglia di sopravvivenza rivolta a consentire loro di chiudere i bilanci del 2009. Le richieste motivate e documentate che le società di corse presenteranno all’UNIRE nell’ambito della negoziazione della nuova convenzione, con l’obiettivo di poter garantire il livello dei servizi richiesti dall’Ente, dovranno avere un respiro necessariamente molto più ampio.
"Gli ippodromi metropolitani condividono che vi deve essere una contrazione dei costi nella filiera ippica italiana, ma sottolineano che la propria quota di sacrificio si è già consumata, facendo precipitare i principali campi di corse italiani nell’area dell’inefficienza, cosa che, evidentemente, un’ippica che punti al rilancio non si può permettere. Perché la realtà di oggi è che gli ippodromi metropolitani, alle attuali condizioni contrattuali, non sono in grado di assicurare la propria continuità aziendale.
"Se una dieta dimagrante deve essere applicata al sistema ippico, questa non può rischiare di fermare quegli ippodromi che ne costituiscono la struttura portante, altrimenti, come nell’apologo di Menenio Agrippa, l’ippica italiana finirebbe per fermare il proprio cuore, compromettendo inevitabilmente e definitivamente il funzionamento di tutto il suo organismo".
"La sostanziale miopia dimostrata dall’Ente nella riunione odierna ha determinato posizioni inconciliabili, rispetto alle quali il Ministro non ha potuto che prendere atto e riservarsi di trovare una soluzione alla questione entro l’inizio della prossima settimana.
"Stimiamo molto la volontà del Ministro di spendersi per una rapida risoluzione della vicenda, avvalorata dal termine ravvicinato che ha voluto indicare da subito per il prossimo incontro.”

 

 

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24/02/2010 | Ippica
Roma, 21 Maggio 2012
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