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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Gold Mine va a scuola

Grafica a cura di into communication
Grafica a cura di into communication

E’ giunto il momento, o forse ho ascoltato il desiderio di Gold Mine.

Come una mamma apprensiva per il proprio figlio, ho accompagnato Gold Mine nella nuova scuola. 

Ma come? Perché nuova?

La prima scuola è muoversi, giocare, capire ciò che offre la natura, conoscere l’uomo, il branco e creare il carattere. E la prima scuola è un po’ come il paese dei balocchi. Scherzi, divertimento, mangiare, dormire, saltuariamente una piallatina agli zoccoli e qualche approccio con l’amico bipede. I balocchi che però non si scorderanno mai, ma anzi rimarranno sempre, giorno dopo giorno vivi nella gioia di comunicare con il proprio compagno di avventura. 

Da oggi, caro Gold Mine, stai diventando grande e l’emozione è tanta. Ti ho lasciato in buone mani e anche se non avevi lo zainetto sulle spalle ho visto in te ciò che ogni genitore prova al cancello di scuole della prima elementare. 

Il valore dell’equitazione passa per il rapporto uomo cavallo e la scelta del maestro è stata combattuta. Ma, la decisione è passata per l’entusiasmo di chi potesse interpretare per il meglio Gold Mine.

Poi mi è venuta in mente una frase di Albert Einstein che diceva “Per me, il peggio sembra essere una scuola che funziona con metodi della paura, della forza e della autorità artificiale. Tale trattamento distrugge i nobili sentimenti, la sincerità e la fiducia degli alunni e produce un soggetto sottomesso”. 

E così, ho voluto capire di più sull’uomo e come spesso s accade mi sono fidata anche del mio istinto…

Non esiste cavallo da salto, completo o dressage, ora c’è Gold Mine e il buon addestramento. Il bagaglio per tutto ciò che Gold Mine farà e amerà fare. 

Gold Mine: Sono salito in un Van così lo chiamavano. Per fortuna non mi hanno legato. Mi sarei troppo arrabbiato! Odio quando mi costringono e non capisco. 

Durante il viaggio ogni tanto allungavo il collo e riuscivo a guardare fuori dal finestrino. Soffiava un po’ d’aria, come quando prendo la rincorsa al galoppo e corro corro a più non posso. Mi piace correre, mi piace l’aria. Mi sono fidato, non ho nessun motivo per non farlo, ma chissà perché mi hanno chiuso qui e …

Oddio ora sento tutto fermo. Oddio stanno aprendo il pannello. Luce!

E adesso? Sento un po’ di trambusto e poi … Chi è questo? Vabbè dai mi faccio mettere questa capezzina, mi sembra di riconoscerla, non mi fa nulla di male. Mi fido. 

Ed ecco, è gentile mi accompagna giù…

Wow, che posto è? Tutto nuovo? E questo ragazzo è proprio cortese. Lo sento!

Spenta, accesa. Spenta, accesa. Quante lampadine, quanti pensieri, quante emozioni … Ma mi sembra di sentirmi OK. Sto bene, mi fido!

 

Caro Giorgio Pagliaro, nelle tue mani e soprattutto nel tuo cuore l’addestramento di Gold Mine!

 

To be continued