Gli anni d'oro della stampa ippica / 1
“…che cosa vi siete persi!”
L’età, in un paese che è per tutti tranne che per i vecchi, non dà più nessun tipo di privilegio, ormai. Pochi meriti per chi ha i capelli bianchi, così pochi che spesso qualche coetaneo preferisce tingerli per restare ancorato ai riti sociali delle generazioni successive. Eppure qualcosa di bello ancora divide, la memoria del tempo passato tanto più quando, a detta di tutti, il tempo passato era quello migliore rispetto all’attuale. Se il paradosso temporale sia vero oppure no lo tralasciamo volentieri, ma la memoria è ancora forte e l’Alzheimer lontano, da questo la decisione di affidare alla rete il ricordo di tempi pionieristici ormai dimenticati dai vecchi e sconosciuti ai giovani. Più di trent’anni di stampa ippica, di aneddoti e di personaggi reali anche se improbabili in una sequenza di episodi da far impallidire gli sceneggiatori di Febbre da Cavallo, che vi offriamo volentieri così come li abbiamo vissuti.
“Guarda che Mario Grani e Rudy Galdi stanno costruendo un nuovo giornale – mi disse Alberto Giubilo quando lo andai a trovare nella sede Unire di Via Sommacampagna - Stanno qui vicino, a Via dei Mille, cercano giovani appassionati ed esperti di ippica. Valli a trovare.” Fu così che un bravo attore, un esperto docente di educazione fisica, un promettente ritrattista e pittore, un giorno di febbraio dopo la metà degli anni ‘70 fece il suo ingresso nello stanzone che ospitava la redazione di Cavallo 2000 in Via dei Mille 1, e fu così che l’attore, il professore e il pittore iniziarono a smettere di essere tali per diventare un solo giornalista ippico. L’impatto fu stimolante. Grani, che condivise immediatamente con me la sua passione per la Roma (ero andato a prendere con gli amici Helenio Herrera all’aeroporto e la mia foto con Herrera abbracciato era apparsa su Paese Sera, inchiodandomi per sempre alle mie responsabilità) era il capo amministrativo ed anche l’ispiratore strategico dell’impresa, nata da una costola de Il Cavallo della famiglia Galdi.
Da una parte dello stanzone c’erano due personaggi memorabili, uno di fronte all’altro, nella penombra delle tapparelle: Vincenzo Galdi e Vincenzo Sebastiani. Il primo, grande maestro di vita e del giornalismo (una sorta di Foa del turf, esperto prima di tutto della vita, poi del galoppo e degli uomini) spiava ancora sereno e fiducioso le gesta del figlio Rodolfo, persona dolce e memorabile se ce ne fu una, serenamente alacre all’ombra del piccolo grande padre, lui che avrebbe voluto da sempre fare lo storico. Sebastiani merita un discorso a parte. Non a caso fu l’unico giornalista italiano del quale si occupò in un lungo editoriale Paris Turf, non parlandone bene, per carità, ma illustrandone comportamenti e personalità a tutto tondo e facendo alla fine risaltare la sua straordinaria umanità. Come giornalista era uomo di cucina, come uomo era tutto da vedere, soprattutto d’estate, quando soleva indossare una camicia gialla e radersi a zero i capelli, senza mai abbandonare gli anfibi d’ordinanza. La conversazione con lui era sorprendente perché di spirito vivace e molto alla mano. La sorpresa scaturiva soprattutto quando, all’ora di pranzo (il nostro era un giornale del pomeriggio, allora ancora si poteva fare) tirava fuori dalla tasca un supplì tutto unto e si metteva a divorarlo continuando a parlare malgrado lo stupore e l’imbarazzato silenzio degli astanti. Il suo disordine nelle abitudini alimentari aveva fatto di lui una persona sovrappeso. Da lì il soprannome di “Lotar” che Galdi subito gli assegnò, e anche quello di “Docteur Batracien” che gli affibbiò Paris Turf.
In realtà era solo un gigantesco Paperino, sempre a cercare espedienti per arrotondare l’esiguo salario, espedienti che si ritorcevano a catena, inesorabilmente, tutti contro di lui. Come la volta che provò ad assicurare i cavalli da corsa, senza sospettare quello che inevitabilmente sarebbe accaduto (che cioè in pochi giorni i cavalli stramazzassero fatalmente in pista) oppure quando provò ad investire robuste scommesse su cavalli sicuri affidando le sue giocate a terzi che inevitabilmente intascavano i soldi senza giocare per lui meno di nulla. E naturalmente quando i cavalli arrivavano fioccavano (tra l’ilarità generale) le scuse più disparate. Altro che il 5 più 1 al Superenalotto bidone di Roma di qualche settimana fa, per il povero Sebastiani fatti così erano la tragica quotidianità. E comunque al Docteur Batracien volevano bene tutti, proprio come tutti sono cresciuti volendo bene allo sfortunato Paperino. …..
1 - Continua
Personaggi ed interpreti delle prossime puntate, oltre a quelli già presentati: Mario e Rosalba Sconcerti, Gualtiero Zanetti, Giorgio Tosatti, Mario Gismondi, Ruggiero Palombo, Tullio e Piero Mei, Ezio De Cesari, Giuseppe Rossi, Ugo Trani, Giuseppe Pistilli, Giancarlo Baccini, Enrico Maida, Valerio Giubilo, Claudio Icardi, Pino Cerboni, Claudio Sestili, Gerardo Longobardi, Antonio Torciere, Luca Bartoli, Piero Santonastaso etc.



























