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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Galoppo. Nel Premio Pisa atteso (e meritato) trionfo di Gasparini

Qualcosa si scorge all'orizzonte, nomi destinati forse a un domani di gloria, vittorie che lasciano intravvedere obiettivi di spicco nella primavera che si schiude ormai come un fiore dai color già intensi, colori che ridanno speranza dopo un inverno troppo lungo senza cavalli di pregio. San Rossore in festa per il Premop Pisa di Nice Name, qualche goccia sul verde del Prato degli Escoli a sfumare una cornice altre volte bella e radiosa, ma il vincitore è di quelli che meritano attenzione, per lo stacco rabbioso sul filo di lana, per la stoccata che ha travolto i più ardimentosi all'inizio, forse troppo audaci nello slancio fino a metà curva quando dal fondo sono emersi i duellanti che avrebbero risolto la partita come un tempo volando sicuri alla meta.
Slancio e progressione da togliere il fiato e i due di Gasparini davanti a tutti, finalmente il trionfo atteso  da anni tra i pini tanto cari della tenuta reale, per la gioia di un clan che ha la passione nel sangue e vive ogni giorno il suo piccolo grande amore per i campioni del turf che palpitano nel cuore. Nice Name e City of  Stars, un en-plein che Gasparini si gode dopo la delusione di Eustacchione e gli altri tentativi andati a vuoto, non molti tuttavia, perché il Pisa va corso con chance e fare numero a Marco non è mai piaciuto. Il mago degli handicap, approdato a una listed che vale molto di più, la classica, ci piace definirla così, che avvia la stagione, che alimenta i primi sogni destinati forse a trovare conferma, come per Nice Name, soggetto accattivante, di solide linee, venuto via non proprio per una manciata di sterline a Newmarket, piaciuto per l’origine, certo, ma anche per le movenze, per quell'incedere che ti fa capire se un puledro ha qualcosa dentro di speciale; come City of Stars, stessa provenienza e lui pure dotato di mezzi benché non così appariscente come il compagno.
Date a Gasparini soggetti di stoffa pregiata e lui saprà trarne il meglio, lunghi anni di carriera con esiti apprezzabili, gli handicap, quelli da tutti ambiti, messi in bacheca come trofei luminosi, ma anche un Parioli e un Turati mancati di un soffio, che fanno capire la bontà del suo training e l’alta professionalità di un mestiere di cui ha saputo fare tesoro. Il Parioli (ancora il miglio di Roma che tanto incanta), nelle prospettive ora di Nice Name, fattosi cavallo importante, cresciuto nella quiete di Barbaricina dove i grandi campioni sono sempre fioriti e sempre torneranno a mettersi in luce.
Pomeriggio radioso anche per Santini, suo un bel triplo a Roma con Lorenzetta degli Incisa in condizionata, la grigia che mostra i muscoli a metà retta e se ne va solitaria con Esposito in sella (altro colpo azzeccato di Dormello) pronta ad alzare l’asticella in futuro e ad osare di più ora che la forma ottimale sembra raggiunta. E ancora Santini sugli scudi con Naldina, doppio per la giubba bianco-crociata che tutti ci portiamo nel cuore, e con Chester Deal di Mario Lanfranchi, appassionato doc meritevole dei più abbaglianti successi.
Ma anche a San Siro lo show di Way to Paris, il paglierino della Fert che guarda lontano e punta forse al Blue Ribbon, se il Derby di Roma lo avrà ancora scatenato e intangibile nel suo ruolo di leader.