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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Galoppo. Il volo di Harzand campione assoluto

Il verde di Karim che brilla sul traguardo di Epsom, giubba storica e prestigiosa, la più nobile e amata del turf mondiale, Harzand la illumina con un lampo in un pomeriggio tipicamente britannico, nuvole che corrono rapide e si sfilacciano nel cielo del Surrey e ai bordi della pista la folla immensa di sempre, perché il Derby, quello vero, quello inglese, chiama a raccolta un formicaio umano che invade la conca racchiusa nel percorso a ferro di cavallo, e saluta con un boato l’avvio della grande avventura.
Harzand allunga il filo d’oro della sua carriera e guarda lontano, gli orizzonti si dilatano incredibilmente, lo scenario si disegna a tinte rosa, come merita il team di questo campione assoluto: l’Aga Khan con la sua giubba smeraldo, al quinto trionfo nel Blue Ribbon dopo Shergar, il cavallo rapido e mai ritrovato, finito in un buco nero che nemmeno Scotland Yard è riuscita a far luce su quell’inquietante vicenda, Shahrastani, superbo e irresistibile anche al Curragh, eppoi Kahyasi e Sindar. Pat Smullen, il jockey con gli occhi velati di lacrime, perché decollare a Epsom è il sogno di quanti sacrificano una vita in digiuni e privazioni, nella speranza di arrivare un giorno davanti a tutti sul disco rosso della race of the life; e Dermot Weld, professionista istruito al Newbridge College, non uno qualsiasi dunque, carico di gloria in ogni angolo della terra non solo nella natia Irlanda (i primi tre al traguardo tutti allenati per la cronaca nell’Isola Verde), ma con una messe di trionfi in Francia, Germania, Inghilterra ovviamente, Australia con due Melbourne Cup nel suo palmares, senza dimenticare l’Italia (il Derby di In a Tiff) e autentiche icone del turf da lui rese grandi e capaci di sottolineare i meriti indiscussi di questo asso del training: Zagreb, Grey Swallow, Blue Wind la regina di Epsom e del Curragh, e ancora Committed, una folgore a Longchamp, e Go and Go leggendario nelle Belmont.
Molti nel Derby di Harzand hanno trascinato con fatica gli zoccoli scendendo ormai con un destino segnato dal Tottenham Corner, ma alla fine la battaglia si è ridotta a quei tre davanti, il nuovo astro di Karim in grado di sovrastare Idaho, e di ribattere colpo su colpo il disperato assalto di Us Army Ranger tra un delirio di folla. 
Eppure tutto sembrava compromesso nella mattinata, per un imprevisto fortunatamente