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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Galoppo. Frankie Dettori ed Enable leggendario bis nell'Arc de Triomphe

PARIGI. La freccia puntata verso il cielo, sempre più in alto, dove nessuno può arrivare, sognando quella gloria che poche hanno conosciuto tra le femmine volate coi loro zoccoli dorati sul Bois de Boulogne. Enable, ancora e sempre lei, due su due nell’Arc, una carriera senza confronti, la regina assoluta del turf, grande e inarrivabile anche nel suo secondo tentativo nel summit più atteso del galoppo autunnale. Meno devastante, forse, del 2017 a Chantilly, ma capace di sottrarsi con rabbia e disperazione alla punta velenosa di Sea of Class, la perla del Velino, giunta a un soffio dalla storica impresa. Buon sangue non mente, Enable una roccia contro cui si sono infranti i sogni troppo arditi degli avversari, tenace e irresistibile, l’allieva di Gosden, sorretta dalla linfa preziosa dell’avo Sadler’s Wells, che le ha trasmesso solidità e coraggio, bramosia di successi e di vittorie leggendarie, una bulimia di trionfi che sembrava destinava ad estinguersi e a decadere dopo
l’infortunio della primavera. Mesi di ansie e di patemi per il team di Khalid Abdullah, ma la speranza sempre viva di riaverla in ordine per Longchamp, piegando la sorte divenuta arcigna ad inizio di stagione.
Un grande slam, quello di Enable, che nessuna può vantare, se si sommano alle due mete dell’Arc, quelle delle King George e delle Oaks, una carriera stellare, fatta solo di lampi folgoranti, che potrebbe aver seguito il prossimo mese a Churchill Down nel Breeders’ Cup Turf, con i bookmaker tutti dalla parte della fuoriclasse montata da Frankie (4-6 la sua quota), star attesissima della kermesse americana. Dove ha fallito Dancing Brave, lui pure reduce dall’Arc, potrebbe arrivare Enable,  più lesta a sbrigarsela quando si tratta di venire via e forzare i tempi, di infiammare la corsa e dare la scossa, non come domenica a Parigi, dove in ultimo i polmoni rischiavano l’ apnea per la difficoltà e i tormenti di una preparazione portava avanti sul filo di continue tensioni. In 50.000 mila hanno salutato con l’adrenalina alle stelle la vittoriosa difesa di Enable sotto l‘affondo di Sea of Class, quella ferma volontà i non piegarsi a un destino che la voleva esclusa dall’appuntamento più atteso della sua carriera, più di Epsom e di Ascot quando si fece conoscere a tutti per la sua forza e il suo esemplare talento. Mezzi da serial winner, campionessa planetaria sulle due rive della Manica, con in sella un Dettori sempre all’altezza, principe delle fruste, esemplare e ispirato nelle sue magie, al sesto Arc dopo quelli di Lammtarra, Sakhee, Marienbard, Golden Horn e della regina dello sceicco un anno fa.
Un Dettori che ha messo in atto la sua micidiale strategia giocando d’anticipo al pavillon, e lì tutte le paure e le inquietudini sono di
colpo svanite perché si è capito che nessuno avrebbe trafitto questa femmina dalla classe immensa entrata a vele spiegate nella Hall of Fame
del galoppo mondiale.