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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Galoppo a Milano. Dylan Mouth grande speranza

Sarà ancora lui, Dylan Mouth, il protagonista del Jockey Club a San Siro, per il secondo anno alla ricerca di un esito che lo innalzi tra i grandi di questa classica, dopo il trionfo della passata stagione e le successive affermazioni nel D'Alessio e nel Milano. Dylan Mouth non ha rivali sulle nostre piste, dieci corse tutte vittoriose, con le due trasferte incolori oltre Manica ad intaccarne il prestigio e a far capire che in Italia brucia le tappe senza mai flettere il suo impegno mentre all'estero si smarrisce e finisce nel mucchio perchè la qualità degli avversari è diversa e diverso il modo di correre e di misurarsi su certi terreni, Ascot in particolare. Tutto sembra volgere qui da noi ancora a favore del generoso portacolori di Felice Villa, solido e progredito nel modello, opposto nella circostanza a soggetti di rango modesto se presi in un contesto internazionale, con Paradise, piazzata in listed a Deauville (che equivale a un gruppo 2 italiano) da sottomettere, oltre al giovane Time Chant, terzo con onore nel Derby di Goldstream e poi sempre vittorioso con un rientro autunnale in grande stile il 2 settembre, e l'anziano Duca di Mantova. C'è tanto da vedere nella giornata clou sul verde dell'ippodromo milanese, la Gran Siepi di Milano, che nessuno capisce il perché sia stata collocata in un contesto elitario di gare in piano, nella quale High Master dovrebbe spuntarla regalando a Favero l'ennesimo risalto; il Gran Criterium per i baby nel quale spiccano Azzeccagarbugli, reduce dalle limpide esibizioni nel Criterium Partenopeo e nel Rumon, Michele Strogoff, Royal Shaheen, Basileus e Saent, molto chiacchierato; il Piazzale Memorial Enrico Camici, sfida avvincente con Brisanto, Brex Drago e Sufranel il pole per la vittoria con Priore Philip di rincalzo; e l'Omenoni, sprint di pregio nel quale l'attenzione è rivolta al tedesco Gamgoom su Falest, Harlem Shake e Universo Star.