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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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FISE. Italia in sette discipline ai WEG negli Stati Uniti

ROMA. Da un anno presidente della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE) con elezioni avvenute il 23 gennaio 2017 ad Assago (MI), Marco Di Paola ha tenuto una conferenza stampa questa mattina presso il Polo Club Roma. Tra i molti argomenti trattati l’avvocato capitolino si è soffermato su tre sfide che la FISE intende affrontare nel 2018. La prima è stata: con chi l’equitazione azzurra parteciperà ai WEG (World Equestrian Games), i Campionati del Mondo in programma negli Stati Uniti (Tryon, Carolina del Nord, 10/23 settembre) quest’anno?
"Saremo presenti in 7 (salto ostacoli, completo, dressage, paradressage, endurance, volteggio, reining) delle 8 discipline in programma. Non avremo solo gli attacchi in cui, al momento, non possediamo equipaggi competitivi a livello iridato. In tutte le specialità punteremo, con notevoli speranze di riuscita, alla zona medaglie. Visti anche gli ottimi risultati ottenuti negli Europei 2017.

In ogni Federazione è fondamentale la ricerca dei talenti. Che farà in proposito la FISE?
"E’ un’altra sfida in cui ci stiamo gettando con passione. Innanzitutto va chiarito che nel nostro sport sono fondamentali gli istruttori e le scuole di equitazione. Abbiamo 2 mila centri sul territorio in cui si va a cavallo. Istruttori e scuole andranno rivalutati e seguiti con attenzione. Stiamo puntando sul Progetto Italian Team, un programma piramidale che – partendo dalla base – porti al vertice i migliori elementi di ogni categoria. E questo prescindendo dal cavallo e dal suo fondamentale apporto al risultato".

Terza sfida, il futuro del cavallo. Che ne sarà dei soggetti anziani?
"Il cavallo è il nostro compagno di giochi (per i giovanissimi, per i nostri figli), di sport (senza la sua collaborazione non si va da nessuna parte), di vita (perché vorremmo averlo sempre con noi). La FISE – non solo di adesso ma anche quella dei presidenti Croce e Paulgross – è consapevole del rischio che possono correre i soggetti non dichiarati esplicitamente “non DPA” (dove DPA sta per “destinato al consumo umano”) ed ha fatto una scelta coraggiosa inserendo nel nuovo Regolamento Federale l’art. 33 con la limitazione all’attività sportiva dei soli cavalli dichiarati non DPA, pur consentendo l’iscrizione nei ruoli federali di qualsiasi soggetto. Non può essere però un muro-contro-muro con i proprietari in quanto sia la Federazione Internazionale (FEI) che il Ministero delle Politiche Agricole (MIPAAF) consentono l’iscrizione e la partecipazione all’attività agonistica anche di cavalli DPA. Dovremo perciò fare un notevole lavoro di sensibilizzazione per poter arrivare a una scelta totalmente condivisa ed assicurare a tutti i nostri “amici” una giusta e serena vecchiaia, evitando loro l’onta del macello".

 

CHI E' - Marco Di Paola è nato a Roma nel 1968. Avvocato, è imprenditore in una filiera di aziende edili e nella costruzione di arei ultraleggeri. Ha iniziato ad andare a cavallo a 7 anni presso il Pony Club Roma di cui oggi è un socio proprietario. Ha avuto come istruttori Adriano Capuzzo, Raimondo D’Inzeo, Duccio Bartalucci. E’ stato ufficiale nel Gruppo Sportivo Carabinieri a Cavallo, partecipando al Carosello di Piazza di Siena. E’ proprietario di cavalli. Nel gennaio 2017 è stato eletto presidente della Federazione Italiana Sport Equestri con circa il 60% dei voti.