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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Fise Friuli Venezia Giulia, in ricordo di Romolo Manazzon

«C’è l’autorità. E c’è l’autorevolezza. Romolo Manazzon era proprio così. Autorevole». Queste le parole di Alessandro Casasola, assessore a San Daniele del Friuli quando l’Allevacavalli di Manazzon era il fiore all’occhiello della regione. Parole che servono a fare capire, a quanti non l’hanno conosciuto, l’apprezzamento di cui il ‘gigante buono’ - come lo ha definito la stampa – godeva in regione.

Tra le persone che ci è capitato di sentire per tracciare un suo ricordo dopo la prematura scomparsa, Romolo mette tutti d’accordo per l’alta caratura morale che ha saputo esprimere. E per la quale è riuscito a richiamare intorno alle sue innumerevoli iniziative sempre tante persone. Pronte a spendersi perché… “se è una cosa in cui c’è Romolo, ci si può mettere la mano sul fuoco”. La passione per il sociale, da raggiungere attraverso il cavallo, è stato uno dei suoi temi conduttori più cari. Che è passato attraverso il successo di Horse&Joy, di Allevacavalli, di Allevasolidale, del Sogno di Stefano… E di tutte le iniziative che Manazzon ha trasformato da idea in realtà. La sua personalità tutta d’un pezzo, quel suo modo di metterci la faccia sempre in maniera integerrima sono stati una vera calamita virtuosa per tutti coloro che sono rimasti letteralmente travolti e poi coinvolti dal suo spirito del fare. Sempre contraddistinto da una sensibilità per il sociale e per i bambini – come ha accoratamente sottolineato Stefano Spizzo - che ha creato un solido ponte con il mondo equestre.

Tanti i contatti con il nostro Comitato sotto la presidenza di Michele Stavro e tante le sinergie contraddistinte dal potere positivo del coinvolgimento personale che Romolo Manazzon riusciva a creare. Come si usa in queste circostanze, è stato scritto che Romolo Manazzon lascia la figlia, il fratello e la cognata, oltre agli altri parenti. Il che è vero e naturalmente il Comitato e la comunità equestre tutta si stringe intorno alla famiglia. Ma è altrettanto vero che Romolo Manazzon lascia molto di più. Lascia la memoria di un’eredità che non deve scolorire