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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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"Finiamola con l'equazione cavallo=sella"

Carissimo Direttore,
le scriviamo questa lettera per porre all'attenzione degli appassionati di cavalli una questione spesso ignorata.
La percezione della maggior parte delle persone, della società in cui viviamo, delle federazioni, istituzioni ed enti che gestiscono "cose di cavalli", sembra essere che il cavallo non possa essere scisso assolutamente dall'equitare. Viene fatta spesso un'associazione automatica "cavallo = sella". Senza dubbio il cavallo è collegato anche all'equitazione, che noi stessi pratichiamo, ma non è solo questo. Il cavallo è prima di tutto e innanzitutto un essere vivente senziente.
Vediamo qualche esempio. Esistono Associazioni Internazionali di Tutela Faunistica e Ambientale che quando si parla di cavalli non riescono a vedere semplicemente un animale, ma solo degli strumenti per avvicinarsi meglio alla natura attraverso il salire in sella, anche per i bambini.
Una rivista che tratta argomenti naturalistici ci ha contattati per richiedere un articolo sul cavallo, richiedendoci anche di citare il costo dell'attrezzatura per fare equitazione, chiaramente noi abbiamo stravolto il pezzo, facendo riferimento ad un loro articolo che parlava del leone, che notoriamente non viene montato ma ha tutto un mondo da raccontare.
Sembra sia impossibile parlare semplicemente di cavalli. Anche le università non riescono a scindere la conoscenza scientifica del cavallo dall'equitazione, così come accade in alcuni master universitari, che negano nei loro contenuti e nella scelta dei docenti, il cavallo semplicemente come cavallo.
In Italia la FISE (Federazione Italiana Sport Equestri) sembra essere l'unica depositaria sulla conoscenza del cavallo, cosa falsa in quanto considerano tale animale solo come mero strumento agonistico e non come essere vivente.
La Medicina Veterinaria poi pensa al benessere di questi animali, non solo da punto di vista del benessere e basta, ma come elemento per migliorare le performance agonistiche.
Ci sono editori specializzati che non pubblicano "cose di cavalli", se non c'è l'elemento equitazione in mezzo.
Il mondo però sta cambiando e forse la crisi economica può insegnare a dare letture diverse.
Più che salvare l'Ippica, più che ascoltare i proclami agonistici della FISE, pensiamo veramente al cavallo, per quello che è e per quello che può darci.
Iniziamo ad indignarci se esistono veterinari che parlano di benessere e poi vengono stipendiati dall'organizzazione del Palio di Siena.
In Olanda, Paese che conosciamo molto bene e dove lavoriamo oltre all'Italia, le cose stanno diversamente. Ci sono tanti cavalli e relativamente poca equitazione agonistica ed ippica. Addirittura riviste cartacee di settore ritraggono anche belle foto di cavalli sporchi di fango, mentre in Italia sembra impossibile pubblicare tali immagini. Il tempo speso al fianco del cavallo e superiore a quello speso in sella. Lo sviluppo delle vie dei cavalli, quelle dove i proprietari e i loro cavalli possono fare semplici escursioni sia da terra che dalla sella, hanno dal governo olandese la stessa se non superiore attenzione, rispetto alle strutture classiche agonistiche. Un numero notevole di cavalli aiuta la crescita dell'uomo facendo semplicemente i cavalli. Qualcosa da auspicare anche in Italia.
Però questo richiede saper guardare diversamente agli animali, oltre alle abitudini ed alla superficie del mondo in generale.
Ripetiamo non siamo contro un equilibrato equitare, siamo assolutamente non favorevoli all'equazione automatica cavallo = sella.
Nel 2012 sicuramente continueremo a formare ed informare su una diversa e più reale immagine di questo splendido animale, che ha il diritto di essere finalmente visto e vissuto per l'essere vivente che è.
Un caro saluto.
Francesco De Giorgio e José Maria Schoorl