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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Fieracavalli, sarà presentato un libro dedicato ai ragazzi del Centre Hippique Mahdia

Uno dei ragazzi del centro
Uno dei ragazzi del centro

Nasce dalla penna di Paola Iotti, scrittrice originaria di Reggio Emilia dove continua a vivere, un libro, di cui parte dei proventi saranno devoluti all'associazione "no profit" Centre Hippique Mahdia, per consentire ai bambini autistici tunisini, non abbienti, di partecipare gratuitamente a delle sedute di zooterapia. Un'opera che  illustra una realtà che non conosciamo mai abbastanza, da cui per fortuna spesso siamo lontani e di cui non possiamo cogliere appieno (a meno di aver vissuto quei disagi sulla nostra pelle o indirettamente per la vicinanza a un nostro familiare) la complessità e la gravità. Un libro che permetterà di offrire anche un po' di serenità a chi è meno fortunato di noi e vive una situazione di disagio.

"Sembrava un cavallo ma era un cielo stellato" narra una decina di storie equestri diverse, di cui ben quattro ambientate a Mahdia, in Tunisia. La stroria di Caid, un Pony di Mogods i cui antenati hanno galoppato con Annibale, che deve affrontare un nemico ancor più pericoloso dell'esercito romano: l'atassia midollare che gli impedisce di essere un cavallo come tutti gli altri. Quelle di Driss, un puledro che subisce un grave incidente pochi giorni dopo la nascita ma che lotterà per la sua sopravvivenza. Ed infine la storia di Meriem e quella di Diana, due bambine che riescono a superare le loro disabilità grazie a un amico "speciale" dotato di coda e criniera.
« Ho scoperto di amare i cavalli da sempre, anche se nessuno in famiglia aveva interesse per gli equini. Invece di giocare con le bambole, inventavo storie di indiani e cowboy in cui i cavalli erano i protagonisti - racconta la scrittrice Paola Iotti - catturata dal fascino esercitato dagli animali, con cui è possibile instaurare un rapporto sincero, libero da maschere perché sono diretti e insegnano a vivere i sentimenti senza seconde finalità e a stare bene nell'attimo presente, ho abbandonato l'idea di fare il veterinario per intraprendere invece gli studi di Giurisprudenza. Ma la sensibilizzazone nei confronti degli animali l'ho portata comunque  avanti, anche se  in maniera diversa e Sorbetto, il mio cavallo, è stata la mia musa ispiratrice che mi ha condotto a scrivere. La società impone schemi e ruoli allontanando da ciò che siamo realmente: il cavallo legge nell'anima indicando, con un linguaggio silenzioso ma efficace, come recuperare sogni e potenzialità che tutti possiedono ma che spesso vengono accantonati perché crediamo, o ci fanno credere, siano irrealizzabili o inesistenti. Scrivere storie in cui i cavalli sono protagonisti amplifica ancora di più il piacere fatato della scrittura.» 

Paola Iotti è autrice di tre  libri cartacei e di una raccolta di racconti, in cui gli animali, oltre a essere fonte di ispirazione, costituiscono la sua impronta caratteristica ed ha partecipato con successo a diversi concorsi di premi letterari, ottenendo vittorie e riconoscimenti. In questo puzzle della solidarietà, che è anche simbolo dell'autismo in cui la tessera di un puzzle rappresenta l'intelligenza "diversa" che ha bisogno di tutti gli altri pezzi per avere senso e che, a sua volta, è essenziale per il mosaico nella sua integralità, questo libro rappresenta un tassello luminoso, come le stelle del cielo.
 
«Scrivere mi ha offerto la possibilità di incontrare personalità che ammiro, come il cavaliere Luca Moneta e le amazzoni Sara Morganti e Giorgia Giovanardi, che sono state protagoniste del mio precedente libro - precisa l'autrice -  o quelle persone che mi hanno mostrato nuove realtà, condividendo le loro esperienze e permettendomi di tessere la trama della maggior parte dei racconti della mia ultima opera, "Sembrava un cavallo ma era un cielo stellato". Una di queste è Gabriella Incisa di Camerana che mi ha raccontato il mondo della disabilità non solo con storie in cui gli animali aiutano gli umani, ma in cui lo stesso animale è disabile ».
Gabriella Incisa di Camerana ha elaborato dei particolari interventi mediati dagli animali grazie ad anni di osservazione e ricerche in ambito zooterapico e gestisce da venticinque anni un centro ippico in Tunisia, che ha aperto le porte ai portatori di disabilità ed ai bambini con Disturbi dello Spettro Autistico (DSA). L'obbiettivo è quello di impegnare i bambini in un’attività di esplorazione non solo sensoriale, ma anche riabilitativa e occupazionale, con esercizi che inducono a sviluppare, recuperare o mantenere le competenze della vita quotidiana, nonostante disabilità cognitive, fisiche, psichiche tramite esperienze ludiche diverse, grazie ad un approccio cognitivo-comportamentale, in cui sono state tenute in conto le modalità di gioco e di apprendimento dei bambini disabili e autistici  nonché le loro modalità di esplorare il mondo.

"Sembrava un cavallo ma era un cielo stellato"  non è solo un libro ma è un'iniziativa che rende ancora più significativa l'arte di tradurre in parole scritte le emozioni che nascono dal magico rapporto con gli animali. La bellezza della scrittura si manifesta anche e soprattutto nelle emozioni che questa autrice  sa suscitare con così tanto amore e semplicità. Paola Iotti fa parte di quelle penne dorate che sono felici di aver dato, seppur minimamente, un piccolo personale contributo affinché il nostro mondo possa essere un posto migliore.
"Sembrava un cavallo ma era un cielo stellato" verrà presentato a Verona dal 26 al 29 ottobre,
durante la 119esima edizione di Fieracavalli nello stand E.N.G.E.A., padiglione 4-E8.