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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Fieracavalli, l'Aia presenta le biodiversità equine

Un cavallo agricolo Italiano, foto Annalisda Parisi
Un cavallo agricolo Italiano, foto Annalisda Parisi

L’appuntamento più importante dal punto di vista tecnico-espositivo per l’allevamento italiano del cavallo si è concluso nel pomeriggio di domenica 13 novembre 2016 nel Padiglione 10 di “Veronafiere” affollato di spettatori, che hanno visitato numerosi – oltre 160mila le presenze rilevate dagli organizzatori - l’edizione 118 della Fieracavalli scaligera.
Quattro giorni intensi che, come ormai da più di vent’anni – ventiquattro per l’esattezza - nello spazio dedicato alla divulgazione e promozione del prodotto “cavallo italiano” nel Padiglione 10 “Aia-Italialleva”, hanno visto il Sistema Allevatori nazionale presentare le sue tradizionali iniziative di taglio tecnico-dimostrativo ed alcune nuove attività didattiche e culturali.
Come consuetudine, a Verona si è tenuto il momento tecnico annuale maggiormente significativo per la razza “di casa”, il Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido (Caitpr), che in questa edizione ha celebrato la 79esima Mostra Nazionale di Libro Genealogico. La presenza delle razze appartenenti ai Libri genealogici - in vetrina sia singolarmente nel ring A e sia nel “Carosello Italiano” condotto da Nico Belloni - , oltre al Caitpr è stata completata dall’Haflinger Italia, dal Maremmano, dal Bardigiano, dal Noriker e dal Murgese.
La rassegna divulgativa delle razze allevate nel nostro Paese ha visto sfilare in totale circa 250 capi: oltre a sei delle sette di Libro genealogico, alcune tra le ben 25 fra razze equine ed asinine di Registro Anagrafico (tenuto da Aia su incarico Mipaaf), tra le quali si ricordano il cavallo Tolfetano, il Pony di Esperia, il Salernitano, il Persano, il Napoletano, il Sanfratellano, il Cavallino di Monterufoli, il Merens ed il Delta. Da segnalare anche la rappresentanza di asini: dal Ragusano – protagonista della sempre attraente “mungitura in diretta” e degustazione del latte d’asina - al Sardo, all’Asino dell’Asinara ed all’Asino dell’Amiata.
Molto applaudito dal pubblico di Fieracavalli, durante tutti i quattro giorni della manifestazione, questo significativo “spaccato” dell’allevamento equino italiano che – come ha ricordato il presidente di Aia, Roberto Nocentini, presente nelle due giornate conclusive - “è anch’esso, assieme a tutte le specie e razze che costituiscono il panorama della zootecnia nazionale, l‘ambasciatore di un made in Italy che ci vede tra i primi posti in Europa per ricchezza di biodiversità, qualità del prodotto, valorizzazione delle attitudini e caratteristiche degli animali non solo per le attività ludiche e sportive, ma soprattutto per l’esaltazione delle peculiari specificità dei nostri inimitabili territori in relazione alla loro attrattività dal punto di vista turistico ed ambientale. Un importante volano per l’economa e l’occupazione in molte aree del nostro Paese”. Attrattività che ha consentito di far risultare, anche in questa edizione, il Padiglione 10 di Aia-Italialleva come quello tra i più visitati dell’intera manifestazione.