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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Fieracavalli, indagine Nomisma sull'esercito dei cavalieri

VERONA. Per sport o per hobby più che per lavoro – passando dalla rivoluzione industriale fino a quella digitale – la millenaria passione per il cavallo coinvolge ancora oggi un italiano su 4 e il 30% delle famiglie italiane, con uno ‘zoccolo duro’ di 3,2 milioni di praticanti (8%) della popolazione attiva (18-65 anni, a esclusione quindi dei minorenni) che è montato in sella negli ultimi 12 mesi. Un esercito pacifico di cavalieri composto in maggioranza dai generation X, laureato, del Nord Italia, con reddito medio-alto e soprattutto con una predilezione quasi plebiscitaria per passeggiate e turismo equestre, praticati nel 90% dei casi.
È quanto emerso dell’indagine Fieracavalli-Nomisma Cavallo che passione, svelata oggi da Veronafiere nel corso della giornata di apertura della 120ª Fieracavalli in presenza del ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio e del presidente della Regione Veneto Luca Zaia. Un’indagine, condotta su un doppio panel - uno generalista rappresentativo della popolazione italiana attiva (18-65enni) e uno di praticanti - che per la prima volta fa luce sulla domanda equestre che dichiara di spendere mediamente 1.500 euro a persona l’anno in ragione di benefici espressi che vanno dal senso di libertà al relax, dall’armonia al divertimento all’impegno. E anche tra i ‘non user’ la perception verso l’universo equestre è alta, con quasi la metà degli italiani che proverebbe l’esperienza, specie tra gli under 35 (58%).