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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Fieracavalli: grande successo per il Carosello Italiano!

foto Annalisa Parisi
foto Annalisa Parisi

L’edizione numero 120 della “Fieracavalli” di Verona, tenutasi nell’ultimo fine settimana di ottobre, ha visto ancora una volta la qualificata presenza dell’Associazione Italiana Allevatori-A.I.A., che ha contribuito alla riuscita della vetrina Italialleva del patrimonio equino “made in Italy ” nel Salone delle razze italiane, tradizionalmente allestito nel Padiglione 10 del quartiere fieristico scaligero.
Oltre 250 cavalli presenti, simbolo della ricca biodiversità equina del nostro Paese, appartenenti alle razze dei Libri Genealogici del Cavallo Agricolo Italiano da Tiro Pesante Rapido (Caitpr), del Maremmano, del Norico, del Bardigiano, del Murgese e dell’Haflinger Italia; inoltre, una rappresentanza delle razze di Registro Anagrafico tenuto dall’A.I.A., simboli di quel legame con il territorio e della passione con cui gli allevatori italiani tutelano e conservano specie che sono state a rischio di estinzione e che, in alcuni casi, lo sono tutt’ora.
In particolare, anche nella vetrina del “Carosello Italiano” il pubblico veronese – che secondo le prime stime degli organizzatori ha raggiunto le 160 mila presenze nelle quattro giornate di manifestazione – ha potuto ammirare esemplari delle razze Tolfetano, Sanfratellano, Pony di Esperia, Cavallo del Ventasso, Pentro, Salernitano, Persano, Romano, Merens oltre ad asini di Martina Franca, Asino Sardo ed Asino dell’Asinara.
Il ring principale del Padiglione 10 del Salone delle razze italiane ha ospitato, come consuetudine, anche alcune dimostrazioni del lavoro di pattuglia in campagna e nelle riserve naturali effettuato con cavalli allevati in biodiversità dal Comando Carabinieri Forestali (Biodiversità e Parchi), che utilizza razze quali il Monterufolino, l’Haflinger, il Maremmano, il Salernitano, il Persano ed il Murgese.
L’Associazione Italiana Allevatori continuerà a seguire il settore equino per il valore incontestabile che esso riveste in termini di indotto economico e sociale, nonché di rappresentazione di quel costante lavoro di difesa e tutela del territorio e della biodiversità posto in opera dagli allevatori. Attività che sono tra i cardini del presidio e valorizzazione dei territori e dell’ambiente che, come purtroppo si continua a constatare, nel nostro Paese presentano criticità e fragilità causate anche dall’abbandono e dalla desertificazione