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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Fieracavalli, giovedì si parla di... plasticità del cervello di cavallo e cavaliere

Abbiamo raggiunto al telefono il dott. Giancarlo Mazzoleni, ideatore dell'interessante Convegno che si terrà in Sala Respighi a Fiera Cavalli - Verona 2016, giovedì 10 novembre 2016 a partire dalle h 14.30: "La plasticità del cervello. Cavallo, cavaliere ed equitazione sentimentale".

Anzitutto, abbiamo chiesto al dott. Mazzoleni di approfondire il tema specifico del Convegno, partendo dalla definizione di che cosa intendiamo con "plasticità del cervello": con questa espressione "ci si riferisce alla capacità del sistema nervoso di modificare la struttura delle proprie funzioni durante la vita, come reazione alle diversità ambientali, ed è particolarmente interessante da studiare ed analizzare nel rapporto tra cavallo e cavaliere". Anche se questo termine è oggi comunemente usato in psicologia e nelle neuroscienze, non è facile definirlo, dato che può essere utilizzato per riferirsi ai cambiamenti che avvengono a vari livelli del sistema cerebrale, dagli eventi di tipo molecolare al comportamento.

La tesi portante che verrà illustrata durante il Convegno del 10 novembre (tesi non nuova ma ben lungi dall'essere nota alla maggioranza), riguarda il fatto che suddetta plasticità cerebrale è attività specifica tanto del cervello umano, quanto del cervello animale. Quando è impegnato in nuove conoscenze ed esperienze, il cervello stabilisce e attiva percorsi neuronali, fatti di inter-comunicazioni formate da neuroni. Questi percorsi, indicati con plasticità sinaptica, vengono creati nel cervello attraverso l'apprendimento e la pratica continua: va da sé che nel rapporto di lavoro e addestramento reciproco di cavallo e cavaliere questa attività sia non solo presente, ma attiva al massimo grado, tanto per l'uomo quanto per l'animale. Ogni volta che vengono acquisite nuove conoscenze, la trasmissione sinaptica o comunicazione tra i neuroni coinvolti aumenta. Il punto nodale della questione però, riguarda la qualità della conoscenza che si vuole trasmettere: "Più elaborata è l'informazione, più si amplia la competenza sinaptica", ci indica Mazzoleni. Infatti, se da un lato è dimostrato scientificamente che migliorare la plasticità sinaptica esistente tra i neuroni attiva la nascita e la proliferazione di nuovi neuroni (neurogenesi), dall'altro la molteplicità delle circostanze che genera un nuovo apprendimento solleverà anche la domanda: ma il cervello cambia ogni volta che sta imparando qualcosa? Possiamo anticipare come sembri piuttosto che il cervello acquisisca nuove conoscenze, e quindi attualizzi il potenziale di plasticità, se e solo se il nuovo apprendimento comportamentale è appropriato. E' dunque evidente come tali problematiche diventino fondamentali per l'approfondimento di un lavoro proficuo del binomio cavallo cavaliere. Se infatti per Mazzoleni è imprescindibile e primario scopo il raggiungimento del benessere del cavallo (vera e propria “scelta di campo”) e il conseguente sviluppo di armonia ed equilibrio nel rapporto dell’animale col suo cavaliere e/o addestratore nella più totale sicurezza, sarà allora di fondamentale importanza scartare ogni addestramento connesso alle modalità del comportamentismo e concentrarsi, piuttosto, sul cognitivismo, per il quale sono centrali le capacità del soggetto di percezione, di apprendimento, di ragionamento, di attenzione, di linguaggio e, non da ultimo, le sue emozioni).

Con il Convegno "La plasticità del cervello. Cavallo, cavaliere ed equitazione sentimentale" (moderato dall'autrice e giornalista Maria Lucia Galli - Cavallo2000: http://www.cavallo2000.it/), che vedrà tra i relatori, oltre a Mazzoleni, Rosalba Lucioni (Insegnante Feldenkrais - +info: clicca qui), Manuela Crovato (istruttrice M.E.I. +info: clicca qui) e l'apporto delle esperienze di addestramento e formazione documentate a mezzo video di Ombromanto Brescia e del C.I. Prepaveris di Udine, Mazzoleni proseguirà dunque la strada della ricerca di un metodo di addestramento del cavallo percorribile senza condizionamenti (ricorderemo che il condizionamento è quel processo attraverso il quale si operano modificazioni del comportamento stabilendo un’associazione tra un determinato stimolo e una determinata risposta, che diviene via via automatica e dunque produce una modificazione irriflessa nel comportamento – da qui l’idea del comportamentismo, da Pavlov a Skinner), senza forzare la psiche né il corpo del cavallo, con pratiche che permetteranno di ottenere da lui una risposta di maggiore serietà, affiatamento e disponibilità: il Metodo di Equimozione e Isodinamica cerca infatti l’armonia del cavallo col proprio cavaliere, proponendo proprio un’interpretazione in chiave neuromotoria dell’addestramento.

La partecipazione al Convegno "La plasticità del cervello" è del tutto libera; per iscriversi al inviare una e-mail a info@equitazionesentimentale.com o un messaggio Facebook a Equitazione Sentimentale (clicca qui), indicando Nome, Cognome e Città.
Le iscrizioni saranno tuttavia possibili anche nella Reception del Convegno.