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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Estate: ed è subito emergenza abbandoni

Durante il lockdown abbiamo ricevuto notizie contrastanti riguardanti i dati relativi agli abbandoni di animali domestici, cani in particolare, naturalmente.
Pare infatti, e per fortuna, che non si sia registrato un picco di abbandoni, dovuti al COVID-19, dato che era stato diffuso da Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali Ambiente). Si è partiti dal diffondere la notizia che i nostri animali domestici non veicolano il contagio del virus, usando l’hashtag  #iononticontagio che in pochi giorni si è diffuso ancora di più del virus stesso, e questa è una notizia vera quanto importante. Si è aggiunta poi la challenge: “Postate una foto del vostro amico peloso e scrivete #iononticontagio, non mi abbandonare”. Ovvio che anche questo è un messaggio di grande importanza, ma è risultato, o almeno così pare, infondato l’allarme “picco abbandoni” a causa del virus.
Lo stesso Gianluca Felicetti, presidente nazionale di Lav ha dichiarato: “I dati diffusi da tale associazione Aidaa che purtroppo sono stati ripresi da diversi media sono irrealistici, anche perché identifica un numero troppo preciso. Già in tempi normali è difficilissimo avere un numero nazionale sugli abbandoni senza analisi dei dati degli anni precedenti, in questo momento è semplicemente impossibile”.
Menomale dunque, allarme rientrato, tutto bene, si fa per dire, almeno su questo fronte. Resta il fatto che il periodo di “chiusura” ha visto le associazioni particolarmente attive nel coadiuvare le tante situazioni di difficoltà: LdC ha dichiarato di aver attivato un front office dedicato che ha offerto sostegno e consulenza a oltre 3500 cittadini, e di aver garantito cure e assistenza a 10.620 animali, avendone soccorsi oltre 8000, per non parlare dei casi disperati di cani o gatti rimasti soli a seguito del decesso del proprietario.
Ad ogni modo, finita l’emergenza, siamo così tornati alla “normalità” o quasi, secondo la quale il picco degli abbandoni si registra nei mesi estivi.
Se dunque durante i mesi di chiusura gli abbandoni non sono aumentati, adesso che si presenta la possibilità di farsi finalmente un’agognata vacanza che cosa accadrà?
Lo so, cari amici di Cavallo2000 che a me e a voi sembra un’assurdità, ma diffondere gli appelli che sensibilizzano su questo tema è di enorme importanza, e occorre tenere la guardia sempre alta.
È importante anche ricordare che l’abbandono di animali è un reato in Italia da circa quindici anni, mentre prima era punito solo con sanzioni amministrative. La legge 189 del 2004 (art. 1 co.3) ha introdotto il nuovo articolo 727 del codice penale, che punisce l'abbandono di animali. La pena prevista per chi “abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività” è l’arresto fino a un anno o l’ammenda da mille a diecimila euro. La stessa pena è poi prevista anche per chi “detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze”.
Si parla qui di arresto (e non di reclusione) e di ammenda (e non di multa) perché il codice penale qualifica l'abbandono di animali non come un delitto, cioè la forma più grave di reato, ma come una contravvenzione (art. 17 c.p.).
Oltreché un gesto fra i più vili, crudeli e insensati che possa esistere, dunque teniamo ben presente che abbandonare gli animali è un reato.
Riprendendo le parole di Felicetti, unendole anche ai dati che diffonde LdC (Lega Nazionale del Cane) occorre precisare che un vero e proprio censimento ufficiale non esiste, ma possiamo affermare con certezza che le proporzioni del fenomeno sono davvero gigantesche.
L’ultimo rapporto Eurispes evidenzia che gli italiani che scelgono di condividere la propria casa con animali domestici sono sempre di più, oggi si parla di quattro italiani su dieci (39,5%). Di questi, uno su cinque ha un solo animale, mentre uno su dieci ne ha due, il 5,6% tre e il 3,6% più di tre. Quasi la metà dei proprietari di un animale ha un cane (48,8%). I 29,6% ha invece un gatto. Il restante 21,l6% si divide tra i possessori di uccelli (3,5%), tartarughe (3,4%), pesci (2,9%), criceti (2,4%), conigli (2,3%), cavalli (1,8%), rettili (1%), animali esotici (0,8%) e asini (0,4%).
Un bel numero dunque, che ci conforta perché ci dà conferma della crescente sensibilità verso gli animali d’affezione, come mai allora l’abbandono – e il conseguente randagismo – sono ancora una vera e propria piaga? La risposta non è facile da trovare, di certo significa che non possiamo abbassare la guardia, che dobbiamo impegnarci a diffondere un cambiamento culturale sul rapporto che abbiamo con gli animali, da un lato, dall’altro occorre anche pensare a un inasprimento delle pene per chi li abbandona e li maltratta. Perché non dimentichiamoci mai che abbandonare un animale equivale a condannarlo a morte il più delle volte, a meno che, per sua fortuna, non incontri uno dei tantissimi volontari che si occupi di soccorrerlo per poi cercare di trovargli una nuova famiglia, che sia più degna del suo amore.
Anche le forze dell’ordine sono attive su questo fronte, perciò se si avvista un animale in difficoltà, soprattutto in un luogo pericoloso, come una strada o peggio ancora un’autostrada, è necessario chiamare immediatamente la Polizia stradale, i Carabinieri, le Polizie locali o i Vigili del Fuoco.
Ricordiamoci poi che a quello dell’abbandono si collega immediatamente un altro fenomeno: quello del randagismo, che ci riguarda e ci coinvolge tutti, dato che si tratta di un costo sostenuto da tutti i cittadini, che contempla appunto il mantenimento degli animali senza proprietario.
Anas, che gestisce circa 30mila km di rete stradale e autostradale di interesse nazionale, ha deciso di promuovere una campagna dedicata proprio all’abbandono, insieme a LdC. Si chiama #AmamieBasta, volta a sensibilizzare anche su un altro dato: 4000 incidenti stradali sono provocati da randagi vaganti, e disperati, che alla propria sofferenza aggiungono quella delle vittime. Anas ha attivato un numero verde da contattare, oltre alle forze dell’ordine, in caso si avvistino animali abbandonati e vaganti sulle strade: ProntoAnas 800841148.
Tra l’altro, se si decide di andare in vacanza scegliendo di portare con noi il nostro animale, abbiamo la possibilità di individuare facilmente le strutture che ammettono gli animali domestici: ci sono molti siti dedicati a questo (come, per es., www.vacanzeanimali.it).
Una nota importante: per il trasporto dei cani bisogna rispettare le norme previste dal nuovo Codice della Strada (art. 169 e 170) che spiega chiaramente che non è necessaria la rete e un vano apposito per il trasporto di un solo animale domestico, ma questo deve essere comunque assicurato in modo che non possa costituire intralcio al guidatore. In caso di più animali domestici, invece, la rete e il vano riservato sono obbligatori.
Che dire dunque… buona estate a tutti, in compagnia dei nostri amici a quattro zampe, sia che nitriscano, abbaino, miagolino o cinguettino, qualsiasi sia l’animale con cui abbiamo scelto di condividere la nostra vita, teniamolo sempre con noi, la loro presenza renderà la nostra vacanza ancora più bella. E se non ci è proprio possibile, affidiamolo alle mani esperte e amorose di qualche pensione: ce ne sono molte anche casalinghe, che terranno i nostri amici in casa, trattandoli con cura. Anche se soffriranno per la nostra assenza, saremo certi che siano al sicuro, e al ritorno scopriremo magari di aver compreso ancora meglio quanto è importante e prezioso condividere con loro le nostre vite!