Equitazione, l'APICE chiarisce il suo ruolo
DALL'APICE (Associazione Proprietari Italiani Cavalli da Equitazione presieduta dal Cav. Vittorio Orlandi) riceviamo e pubblichiamo:
"Gentile dott.ssa Galli,
abbiamo letto il Suo articolo avente ad oggetto la conferenza stampa FISE del 13 maggio scorso così come quello di domenica sulle “occasioni mancate”. Al proposito Le chiediamo spazio sul Suo sito da un lato per qualche precisazione e dall’altro per un commento ed un invito.
Sulla premessa che abbiamo sempre avuto piena considerazione del lavoro di Cavallo 2000 che riteniamo organo di informazione certamente indipendente, dobbiamo, però, dire che APICE non si ritrova pienamente a proprio agio nei panni dell’oppositore: non riteniamo questo sia il ruolo della nostra Associazione.
Al contrario, vogliamo un governo federale forte ma anche trasparente e che faccia dell’etica, non solo sportiva, il proprio metodo di comportamento.
Abbiamo sempre offerto e garantito leale collaborazione alla Federazione nella convinzione che sia interesse reciproco rispettarsi e tendere ad un unico risultato comune.
Non abbiamo preso alcuna pubblica posizione al tempo delle ultime elezioni presidenziali convinti che la maggioranza dei tesserati dovesse scegliere consapevolmente ed autonomamente il proprio Presidente.
Purtroppo abbiamo constatato, dal Novembre 2008, ad oggi una realtà del tutto diversa da quella promessa nel programma dell’Avv. Andrea Paul Gross.
- Nessuna informativa e nessun coinvolgimento è stato posto in atto nei confronti dei proprietari;
- nessuna riforma dello statuto è stata attuata né in tema di deleghe di voto né sul tema del promesso ingresso dei proprietari negli organi direttivi;
- abbiamo assistito a liti intestine e di potere sfociate nella decadenza del consiglio federale dopo solo un anno, con nuova inattesa rinomina di consiglieri dimissionari;
- sono stati presentati esposti, denunce, ricorsi legali, nonché disposti licenziamenti di personale, sono stati dimissionati tecnici, inviate lettere di fuoco da parte di presidenti regionali prima supporter poi detrattori poi di nuovo supporter;
- è stato posto in atto un taglio violento dei contributi allo sport a fronte, però, di un contestuale aumento dei costi di struttura, ivi compresa l’introduzione di un rilevantissimo stipendio al Presidente, cosa pressoché unica nel panorama sportivo internazionale (il CIO lo vieta).
Potremmo andare avanti ma preferiamo fermarci qui per non tediare i lettori che queste cose che ormai ben conoscono.
A fronte di questa disastrosa situazione, abbiamo recentemente chiesto risposte concrete ad una serie di quesiti posti al Presidente federale da terzi titolati a farlo.
Sembrava che finalmente, con uno scatto di orgoglio e dopo mesi di silenzio in merito, la FISE avesse deciso di rispondere convocando una conferenza stampa a chiarimento.
Ed, invece, l’ennesimo scarto davanti all’ostacolo!
Il Presidente ha parlato di tutt’altro, come sempre delle medaglie di Windsor, poi di doping (grandi parole sempre, ma quanti fatti concreti?), ha presentato il nuovo direttore sportivo, ha detto che si farà, che si cercherà, che si vedrà, che si provvederà!
E sulle domande di APICE? niente: definite solo, in due parole, come insinuazioni strumentali e giochi di potere!
E sulla relazione dei revisori dei conti che pone seri dubbi sul bilancio preventivo 2010? Niente se non l’improvvisa decisione di ridurre le spese dedicate allo sport! Ma come? Ma se i revisori hanno rilevato che, invece, per le spese relative a stipendi ed emolumenti è stato preventivato nel 2010 un aumento del 14%?
APICE era presente alla conferenza stampa, ma come uditore in quanto doveva solo ascoltare quello che aveva da spiegare il Presidente: non era lì né per fare polemica né per intavolare un dibattito, cosa che, peraltro, non sarebbe stata permessa.
Chi, a nostro modo di vedere, ha in realtà “mancato una occasione” per sgombrare il campo da tanti inquietanti interrogativi è stato, invece, proprio il Presidente federale Avv. Andrea Paul Gross.
Non possiamo che invitare per l’ennesima volta quest’ultimo a rispondere, in qualsiasi sede ma con dati certi e documenti alla mano (e senza dover sciorinare alcuna esperienza forense), ai quesiti dei proprietari tra i quali quelli ricapitolati nell’esposto inviato al Presidente Berlusconi.
Se fugherà tutti i dubbi, non solo a parole, e darà prova di essere il protagonista di quella gestione trasparente e disinteressata che ha tanto declamato nel suo programma, saremo i primi ad applaudirlo. Altrimenti non ci fermeremo sino a quando qualcuno non lo obbligherà a rendere conto del suo operato perché ciò é tenuto a fare pubblicamente sia davanti ad eventuali oppositori ma anche, e soprattutto, davanti ai suoi elettori. Cordiali saluti.
VITTORIO ORLANDI


























