Equiraduno, insieme turismo equestre e agonismo

LA FITETREC-ANTE comunica: "Dodici tratte di avvicinamento partite da mezza Italia per raggiungere per tempo e in massima sicurezza la destinazione, centinaia di chilometri percorsi, oltre 180 cavalli tra sellati e attaccati, oltre trecento se si considerano anche quelli legati all’agonismo, la cena di gala, una grande passeggiata domenicale nel centro di Ferrara sotto lo sguardo incuriosito della cittadinanza, la presenza e il supporto delle istituzioni, una massiccia copertura mediatica e, soprattutto, la Fitetrec-Ante.
«Siamo soddisfatti dell’Equiraduno di Ferrara – spiega il presidente Alberto Spinelli – per la risposta avuta dagli appassionati, dal territorio e dal rapporto instaurato con Regione e Comune, che hanno, ancora una volta, trovato nella Federazione italiana turismo equestre l’interlocutore affidabile, all’interno del mondo dei cavalli, con cui collaborare. Una collaborazione, questa, che solo per considerare le occasioni più recenti, ha visto lavorare insieme la nostra Federazione e le istituzioni territoriali in Sardegna, a Tanca Regia, per quanto riguarda la monta da lavoro, e all’Istituto per l’incremento ippico di Foggia, in Puglia, per il cross. Il segnale, dunque, è chiarissimo e l’esperienza estense appena conclusa rappresenta un nuovo tassello del rapporto oramai fiduciario tra le istituzioni e la Fitetrec-Ante, cui è attribuito il ruolo di interlocutore privilegiato e sono riconosciute indubbie capacità organizzative, aggregative e nell’ambito della diffusione della cultura equestre e del turismo rurale in tutta Italia».

«LA GRANDE FESTA federale di Ferrara, che da sempre ha rappresentato il culmine dell'attività nell’ambito del turismo equestre, in questa quarantesima edizione estense ha in parte cambiato pelle, portando con sé l’agonismo, con il Campionato italiano dei Circoli di Turismo equestre Giovanissimi in tappa unica e la monta da lavoro, e la valorizzazione di aree cittadine naturalmente vocate allo sport e al mondo dei cavalli come l’ippodromo».
«Questo imponente sforzo, raccolto peraltro dal comitato regionale dell’Emilia Romagna in zona Cesarini dopo la rinuncia del Lazio, ha portato a un grande dispiego di forze federali indirizzate su obiettivi diversi, tra i quali l’Equiraduno era sì centrale ma non l’unico. Inoltre, il tour di domenica, che con le molte carrozze e gli oltre 150 binomi a sella ha toccato il cuore storico e monumentale urbano, ha coinvolto direttamente i cittadini, che si sono disposti lungo il percorso per ammirare i cavalli. È proprio questa una delle più importanti mission della Federazione, ovvero portare questo animale meraviglioso tra la gente e farlo conoscere. L’obiettivo, dunque, a Ferrara è stato perfettamente centrato. E per il prossimo anno, nel Veneto, siamo certi di poter raccogliere frutti ancora migliori».
«I mutati scenari non consentono più di immaginare i raduni oceanici degli anni Novanta e la nuova formula, seppur perfettibile come tutte le novità, ha dimostrato di saper coinvolgere gli appassionati dell’equitazione di campagna, molti dei quali per raggiungere la meta hanno affrontato viaggi impegnativi di diversi giorni, e di essere in grado di sensibilizzare l’attenzione dei media, come dimostrano le numerose uscite sulla carta stampata, in video e sul web».
«Particolarmente importante è stata la prova sul campo di come la nostra Federazione sia in grado di dialogare in prima persona con le istituzioni, che si sono mostrate da subito attente e disponibilissime a supportare i progetti proposti e hanno offerto la massima collaborazione a tutti i livelli. L’impiego dell’ippodromo ferrarese ha dimostrato come, sulla scorta dell’esperienza e della professionalità di cui la Federazione dispone, questi impianti pubblici possano beneficiare di una rinnovata linfa, portando lo sport e i cavalli a contatto diretto con la cittadinanza e dando vita a una sinergia capace di unire la cultura e il territorio sotto l’unico comune denominatore della passione equestre».

«RITENIAMO fondamentale l’azione capillare sul territorio, in collaborazione con le realtà locali. Ne è esempio l’Ippovia del Po, realizzata in toto lo scorso anno e che ha portato un gruppo di nostri cavalieri e l’equipaggio di una carrozza a un viaggio-verifica di monitoraggio inserito nell’ambizioso progetto interregionale di “Valorizzazione turistica Fiume Po” che ha coinvolto Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto per un totale di oltre cinquecento chilometri lungo il corso d’acqua. Quest’anno, con partenza da Frassineto Po, alcune di questa Ippovia hanno costituito la prima tratta di avvicinamento. E certo non possiamo dimenticare tutti i binomi partecipanti alle nove tratte aperte al pubblico, che hanno attraversato la Pianura Padana partendo da Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, e i cavalieri delle tratte a invito partiti da Bracciano e dall’Alto Adige».

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15/06/2011 | Turismo e Tempo libero
Roma, 21 Maggio 2012
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