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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Enable, la signora in verde è nel Gotha del galoppo mondiale

La signora in verde non teme rivali, conquista anche Parigi, dopo la gloria di Epsom, di Ascot, di York, una vittoria annunciata, un’esibizione limpida e travolgente, una cavalcata senza respiro che la incastona nel Gotha del galoppo mondiale; più in alto di Three Troikas, di Akiyda, di San San, celebrate come rarità nella cornice incantata del
Bois, della mitica Allez France che alla prodezza nell’Arc approdò con qualche filo d’argento nella criniera.
Enable è la nuova etoile della Ville Lumiere, folgorante e impeccabile, mite e riservata, una che non mette su arie per aver trafitto brutalmente gli avversari nelle King George, soltanto lei grande e inarrivabile sotto i riflettori di
Chantilly, con Dettori che esulta e si toglie un macigno dallo stivaletto perché Criquette Head l’ha disarcionato a suo tempo da Treve, senza riguardi, indegnamente, e il nostro jockey quello sgarbo non lo meritava davvero.
Cinque trionfi nel vertice d’autunno dal lontano 1995 con Lammtarra ne fanno l’eroe di questa classica, e un pensierino va
anche a Sheikh Mohammed reo di aver seppellito un passato fatto di epiche imprese per Frankie e la Godolphin, una carriera la sua giudicata al crepuscolo e che sa regalare ancora magiche emozioni.
Dal Tamigi alla Senna, dunque, in un sol balzo -verrebbe fatto di dire ai posteri l’ardua sentenza - ma nessuna zona d’ombra accompagna la stima nei confronti dell’allieva di Gosden (uno che in Dettori ha sempre creduto), nessun ripensamento alberga nella nostra mente circa i meriti e il talento della prima femmina allenata nel Regno Unito capace di
mettersi in mostra con tanta sicurezza nelle Oaks inglesi e nell’Arc.
Enable non ha mai perso la sua doratura, non ha mai interrotto la sua ascesa vertiginosa, non ha mai sbiadito quel tratto inconfondibile che l’ha subito contraddistinta (un’origine interamente votata al fondo, inbreeding 2X3 su Sadler’s Wells, tanto per chiarire il concetto) e quell’invulnerabilità, che l’hanno presto avviata a un futuro stellare. Piovono applausi dalle tribune di Chantilly (quelle sì da rimodernare e rendere più godibili, non Longchamp) all’indirizzo di un fenomeno che ha catturato gli sguardi della folla già al paddock, una folla ammirata dalla sua compostezza, dall’armoniosità delle linee, dalla freddezza con cui ha affrontato e superato l’impegno, sulle orme dei due “Ballydoyle”
Idaho e Order Of  St. George dopo il segnale, ed esplosiva alla fine appena Frankie le ha indicato, senza forzare il bagaglio delle sue risorse, la via del traguardo. Una scheggia portata dal vento, un lampo, l’abisso in pochi metri e gli avversari ormai vinti, prosciugati di energie, costretti a trascinare gli zoccoli in un calvario di fatica.
Tutto ormai affondato nei ricordi destinati a svanire, ma non sarà facile: l’attesa  febbrile, il viaggio carico di speranze sopra il Canale, la verde foresta di Chantilly, la folla un po’snob, gli occhi puntati su di lei, e la magia di quel galoppo, leggero e seducente che solo Enable sa produrre con tanta naturalezza.