Fu grande amico e socio di Graziano Mancinelli, che contribuì in maniera determinante alla sua elezione. "L'equitazione deve essere uno sport popolare": è stata questa la parola d'ordine che ha guidato la sua decennale presidenza, durante la quale ha ottenuto ottimi risultati, attuando anche il decentramento delle attività federali con l'attribuire maggiori poteri ai Comitati Regionali.
Nella politica federale Sordelli dimostrò grande attenzione anche per l'allevamento e l'addestramento dei giovani cavalli italiani. Sarà anche ricordato come il presidente del rinnovamento non solo per aver allargato la base dei tesserati ma anche per aver cercato e realizzato un rapporto di effettiva collaborazione con gli sponsor (e non solo nel salto ostacoli). Senza contare che una delle sue preocccupazioni maggiori fu che la Fise avesse un eccellente ufficio stampa, in grado di promuovere nei media l'immagine della federazione, o meglio dell'equitazione italiana, nel mondo.
A Sordelli si deve infine il merito di aver istituito la Consulta Nazionale degli Sport Equestri, anche se con modalità molto diverse da quelle attuali. Oggi della Consulta fanno parte i presidenti dei Comitati Regionali FISE mentre allora erano chiamati a farne parte i rappresentanti delle varie categorie del mondo del cavallo.
In campo agonistico, Sordelli si è battuto sempre a favore dei giovani cavalieri dell'epoca (Nuti, Puricelli, Scolari, Moyersoen ...) da incoraggiare nel confronto con i campionissimi come i D'Inzeo, lo stesso Graziano Mancinelli, Vittorio Orlandi. Fu Sordelli il presidente Fise delle due medaglie (oro e argento) nel concorso completo alle Olimpiadi di Mosca.
Per espressa volontà della famiglia, cui Cavallo2000 porge le più sentite condoglianze, la notizia è stata diffusa a funerali avvenuti.




















21/05/2012


