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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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E' morto Pio Bruni, per quasi un secolo al vertice del galoppo nazionale

ROMA. Nel giorno in cui il trotto rende omaggio a due dei suoi "Padri fondatori" Paolo e Orsino Orsi Mangelli, l'ippica si veste a lutto per la scomparsa di Pio Bruni, che si è serenamente spento nella sua Milano all'età di 101 anni. Non a caso, il sindaco Beppe Sala gli aveva recentemente conferito l'Ambrogino d'Oro proprio per festeggiarne il centenario.
Classe 1918, aveva fatto parte del Savoia Cavalleria come sottotenente del quinto squadrone mitraglieri. Aveva partecipato alla carica di  Isbuscenskij agli ordini del colonnello Sandro Bettoni Cazzago. Dopo l'8 settembre era entrato nel Corpo Volontari della Libertà e come ufficiale di collegamento del Generale Cadorna era stato uno dei pochi diretti testimoni dello storico incontro tra il cardinale di Milano Ildefonso Schuster e il capo del fascismo Benito Mussolini, nel pomeriggio del 25 aprile 1945.
Nel galoppo è stato una "colonna portante" per più di 50 anni. Era stato presidente delle Società Trenno e Sire (ippodromi di San Siro, Montecatini e Monza) e in tempi più recenti presidente del Comitato Nazionale Galoppo, dopo aver ricoperto cariche importanti negli enti di riferimento dell'ippica nazionale. Sapeva imporre la sua classe e la sua cultura con una indiscutibile, innata abilità diplomatica, che manifestò anche quando risolse brillantemente un brutto episodio (lo scambio di un cavallo) che coinvolse la sua scuderia Razza di Vedano.
Cavallo2000 si unisce al cordoglio dell'ippica porgendo alla famiglia le più sentite codoglianze.