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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Deficit di attenzione, i cavalli come terapia

Il DEFICIT DI ATTENZIONE, associato o meno ad iperattività, è un sintomo molto frequente in svariate patologie dell’età evolutiva. A parte il disturbo vero e proprio (ADHD), lo possiamo trovare nei disturbi pervasivi dello sviluppo, nella depressione, nel disagio per esperienze traumatiche di abuso, nel disagio per atteggiamento educativo incongruo e nel disagio per contesto sociale svantaggiato o modelli sociali e familiari incongrui.
Il Centro “Vittorio di Capua”, che opera all’interno della Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (S.C.N.P.I.A) dell’ospedale Niguarda Ca’ Granda di Milano, dal settembre 2006 ha iniziato un progetto che prevede l’utilizzo della riabilitazione equestre in soggetti presentanti deficit di attenzione, sia che faccia parte del disturbo ADHD, sia che costituisca sintomo di altra patologia.
L’efficacia di terapie condotte con l’ausilio di animali è ormai scientificamente accertata. L’animale agirebbe proprio attivando il sistema nervoso centrale a livello del sistema neuroormonale (lobo limbico – amigdala - neuroipofisi), detto anche sistema delle emozioni. Tale sistema è presente anche negli animali, persino rettili e uccelli, che non solo sono capaci di provare emozioni, ma anche di suscitarne, entrando empaticamente in relazione con gli esseri umani.
L’attivazione del sistema limbico – amigdala – neuroipofisi  consentirebbe il contemporaneo “aprirsi di vie alternative” delle funzioni superiori, quali l’attenzione e la concentrazione.
Dalle ricerche sul funzionamento del sistema nervoso in vivo mediante metodiche di neuroimmagine funzionale, si è evidenziato come le funzioni neurologiche si realizzino attraverso l’attivazione di circuiti alternativi o sinergici a seconda dell’interessamento o meno del sistema delle emozioni.
Il cavallo, grande mammifero, ben si presta ad interagire con soggetti problematici in età evolutiva, in quanto capace di suscitare grandi emozioni “positive”. Quando il bimbo lo cavalca si sente portato, contenuto, cullato e rivive esperienze primigenie legate all’utero materno.
Simbolicamente il cavallo rappresenta la parte istintuale e creativa dell’uomo. E’ sinonimo di libertà, velocità, potenza. La gioia di poter interagire con un simile essere vivente, in un mondo ormai dominato dal virtuale, porta a mettere in gioco tutte le proprie capacità per ottenere lo scopo voluto.

IL PAZIENTE cavalcando riceve stimoli acustici, visivi, olfattivi, ma soprattutto riceve stimolazioni tattili, vestibolari e propriocettive. Il complesso degli stimoli sensitivi e sensoriali obbliga il paziente ad esercitare la propria attenzione per poter elaborare una serie di risposte motorie e di adattamento all’andatura dell’animale, finalizzate al controllo posturale, e all’integrazione di entrambi gli emisomi.
Partendo da questi presupposti il Centro ha avviato un progetto di trattamento di pazienti con diagnosi già accertata di Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività e un gruppo di controllo di pazienti con deficit di attenzione da altra patologia.
L’uso di terapia farmacologia al momento dell’inizio della terapia non costituisce criterio di esclusione.
Il progetto prevede una rigorosa valutazione iniziale, al termine della quale vengono definiti in équipe gli obiettivi del trattamento a seconda della gravità e delle caratteristiche cliniche di ogni paziente.
Dopo quattro sedute iniziali di osservazione, di cui saranno videoregistrate la prima e l’ultima, valutata la coerenza degli obiettivi alla situazione clinica e alle modalità di trattamento, inizierà il trattamento terapeutico vero e proprio con cicli di sedute della durata di 30 minuti, che si articoleranno nel tempo in tre fasi: ippoterapia, rieducazione equestre e presportiva. Altri 30 minuti saranno dedicati ad attività a terra, tipo terapia occupazionale, sempre mirati al cavallo e al suo accudimento. Il setting di lavoro prevede la presenza di altri animali domestici (cane, gatto, capretta, animali da cortile) allo scopo di avvicinare il bimbo ai ritmi sereni e rassicuranti della natura.
Ogni tre mesi verranno eseguiti controlli neuropsichiatrici di tipo clinico e riunioni collegiali di discussione, nonché videoregistrazioni di controllo.
Verranno proposte scale di valutazione (SDAB, SDAG, SDAI, CBCL 4-18) per conoscere l’evoluzione del comportamento nei vari ambienti all’inizio, a metà e al termine del trattamento, che è previsto della durata di un anno.
Le modalità comportamentali al Centro saranno indagate tramite il questionario sull’autocontrollo secondo Marzocchi, adattato.
Al momento i risultati preliminari sono incoraggianti, anche se non permettono di trarre conclusioni definitive.
Tutti i bambini hanno mostrato una buona compliance al trattamento sia a terra, sia a cavallo.
I tempi di attenzione raggiunti sono sufficientemente lunghi da permettere l’apprendimento di nozioni equestri e la conservazione in memoria di tali apprendimenti.

Dr.ssa Maria Pia Onofri
Centro di riabilitazione equestre “Vittorio Di Capua” a Milano