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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Danilo Mainardi, il suo ultimo libro e i cavalli

Anche nel suo ultimo libro, di recentissima uscita, abitano i cavalli: Danilo Mainardi, il  grande etologo  e divulgatore, ha dato alle stampe un saggio intitolato La città degli animali ( editore Cairo, pp. 155, euro 15) con la speranza che " si ripensi alle realtà urbane andando oltre l'uomo e si alzi lo sguardo alle tante specie che compongono la biodiversità, vegetale e animale delle città".
In questa realtà, affollata di  uccelli, animali da compagnia, ma anche fauna selvatica divenuta cittadina come i ricci e le volpi,  vanno compresi i cavalli. E Mainardi cita ( a pag. 99) la bella iniziativa della Seconda Casa Circondariale di Milano Bollate " dove dal 2007 si sperimenta un percorso riabilitativo della devianza sociale utilizzando un maneggio interno al carcere che ospita ben 10 cavalli".
La frequentazione di Mainardi con i cavalli nasce quand'era bambino, sfollato in campagna,  e si rifugiava in una "stalletta" ad osservare gli animali che  vi erano alloggiati: il cavallo del calessino, l'asinello, nell'angolo anche una capretta e un piccolo pollaio. Lì si scoprì etologo in erba, rimanendo fermo a osservare gli animali, che poco dopo si dimenticavano della sua presenza,  riprendendo a interagire fra di loro come se fossero soli.
Allora - si era durante la guerra - i cavalli facevano ancora parte della vita quotidiana: " Se penso al cavallo penso all'uomo" ha scritto Mainardi in un suo "pezzullo" sulla scomparsa dei cavalli a dondolo. Fenomeno comprensibile "perché i giochi dei piccoli hanno un senso ben preciso, che è quello di trasmissione e conservazione delle tradizioni adulte (...) Ma oggi il cavallo non è più l'animale principe per l'uomo, non è più indispensabile alla sua sopravvivenza. E' soltanto un lusso, un fatto sportivo. Una cosa bella, certo, ma nient'altro. Per questo il cavallo a dondolo si sta estinguendo".
Nel suo ultimo libro ( la lista dei suoi titoli è molto ampia e annovera anche dei  "gialli etologici"  molto azzeccati, con tanto di  assassinio, indagine e scoperta del colpevole: un titolo per tutti : Un innocente vampiro)  Mainardi  parla dei cavalli nel carcere di Bollate e anche di altri animali : " negli ultimi anni sono sempre più i casi in cui la pet therapy per carcerati è inserita nelle pratiche utili non solo a migliorare la qualità della vita dei detenuti ma anche a produrre risultati importanti nel percorso riabilitativo". Il fulcro di tutto è il rapporto affettivo fra uomo e animale: perché al dunque Mainardi - che ha una sfilza di titoli lunga come un elenco del telefono e che è  tra l'altro professore emerito a Cafoscari, presidente onorario della Lipu e membro dell'international Ethological Society - è  da sempre profondamente innamorato degli animali e dunque  dei cavalli. Che, da buon etologo, vorrebbe vedere  soprattutto in libertà e in branco.