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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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''Così Sparta mi ha fatto scoprire... un altro Cavallo''

José Schoorl insieme agli studenti dell\'Università di Teramo
José Schoorl insieme agli studenti dell\'Università di Teramo

VIVO in mezzo ai cavalli da quando sono piccola. Per anni li ho spazzolati, ho pulito i loro box, pettinato le loro criniere, li ho montati per ore e ho praticato sport equestri a livello agonistico. Mi sono sempre considerata una donna di cavalli, l’amante per eccellenza di questi animali. Ho deciso di andare a Sparta* fondamentalmente per passare una giornata con i cavalli e approfondire quelle conoscenze che empiricamente credevo di aver acquisito su di essi: non credevo che una giornata avrebbe stravolto addirittura i miei concetti di “giusto e sbagliato” e che sarei stata messa di fronte a una scelta radicale.
L’approccio zooantropologico non si basa solamente sul rispetto fisico del cavallo ma sul rispetto del suo benessere psico-fisico. Sta nel riconoscere al cavallo una capacità cognitiva e quindi nel rispettare il suo “essere cavallo” nel senso più profondo del termine. Non si può rispettare qualcuno se non si conosce la sua natura. E’ impossibile pensare che qualcuno diverso da noi possa star bene secondo il concetto di bene che abbiamo noi per lui.
Ho imparato che la cosa più importante è imparare a conoscere i cavalli e accettare quello che essi sono anche se ciò non corrisponde alla nostra antropocentrica concezione di cavallo.
Questa esperienza è stata come una “brutta notizia”e una “bella notizia” insieme. La brutta notizia è stata che ho dovuto ammettere una cosa con me stessa: finora non ero stata quella gran donna di cavalli che credevo di essere. Tutto ciò che sapevo dei cavalli poteva essere messo in discussione. Avevo vissuto la mia vita con loro senza conoscerli affatto, senza rispettare le loro capacità cognitive e, cosa ancor più difficile da ammettere, avevo fatto loro dei torti imperdonabili credendo invece di fare loro del bene. Avevo sbagliato tutto!
Dopo un primo momento di smarrimento, in cui ho visto crollare quasi tutte le convinzioni sulla mia più grande passione, è arrivata la bella notizia: un’alternativa c’è. Certo essere coerenti con l’approccio zooantropologico non è una scelta facile. E’ un cambiamento radicale che deve avvenire entro di noi prima di poterlo mettere in pratica e si sa che la coerenza non è mai facile ma in questo caso ne vale la pena. Sono partita dall’unica certezza che era rimasta: l’amore per i cavalli. E amarli implica inevitabilmente dover conoscere il modo giusto per creare una relazione vera con loro, ossia un rapporto in cui si dà e si prende senza pretendere nulla.
L’esperienza Sparta è stata una importante crescita personale e il punto di partenza per un nuovo approccio al mondo dei cavalli. Continuare su questa strada è l’unica scelta che rimane, una volta che si siano aperti gli occhi. Inoltre vedo in questo il futuro del rapporto uomo-cavallo perché solo andando in questa direzione potranno esserci conquiste e progressi concreti.

ROBERTA D’AGOSTINO

* SPARTA è una struttura dove, sotto la guida del dr. Francesco De Giorgio, si applica l’approccio zooantropologico alla relazione uomo-cavallo. Da tempo è centro di riferimento per diversi atenei in Italia e all’estero.