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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Ci mancava pure il Super Cavallo... geneticamente modificato!

Alcuni puledri...fortunatamente
Alcuni puledri...fortunatamente "normali"

La tendenza della specie umana a ricercare l'extra ordinario, il top, il “super” certe volte è spiazzante. Certe volte è spaventoso.
Super-mercato, super-strada, super-uomo, super-io...super-cavallo.

È impossibile dimenticare i danni provocati dal modello e dal mito del super-uomo ma, nonostante la lezione sia stata ben chiara, l'uomo non demorde e continua a giocare con la natura sotto la falsa egida del progresso scientifico per manifestare il suo potere e la sua smania di mettere lo zampino dove non è richiesto.

Dopo la clonazione dall'Argentina arriva un nuovo progetto: la creazione del “Super-cavallo”.

Mentre nella moderna società vengono combattute le battaglie del Bio, del Vegan, del cruelty free, mentre si parla tanto di ecosostenibilità, di eco-bio, 100% naturale e si combatte con i forconi il temutissimo olio di palma la  Kheiron Biotech sta lavorando per far nascere un cavallo OGM.

Tra gli innumerevoli acronomi con cui abbiamo a che fare tutti i giorni OGM è sicuramente uno di quelli che ha fatto più scalpore: Organismo Geneticamente Modificato. È allarmante anche solo leggerlo e mentre inorridiamo di fronte a un pomodoro ogm applaudiamo a un cavallo ogm.

Una modifica a priori del DNA dell'embrione, attraverso una tecnica denominata Crispr che permetterà agli scienziati di riscrivere le catene dei genomi del puledro, che darà luogo a un prodotto più potente, più veloce, in grado di saltare di più.

L'embrione, che sarà impiantato in una madre surrogata, dovrebbe vedere la luce nel 2019.

La notizia, uscita inizialmente sui giornali esteri tra cui “ The Telegraph” e il “Daily Mail” risulta talmente surreale da sembrare una classica bufala da web 2.0, lo speravo ad esser sincera.

Daniel Sammartino il fondatore della Kheiron Biotech non sembra avere remore dal punto di vista etico. “Nulla di così differente dalla classica attività allevatoriale dove gli esemplari migliori vengono accoppiati per creare buoni prodotti, ha sostenuto, l'unica differenza è che invece di aspettare generazioni qui i benefici si possono ottenere dal primo esemplare.

Se l'esperimento andrà secondo i piani, e la letteratura scientifica sulla materia così lascerebbe intendere visti i numerosi casi di successo con altri organismi, si prospetta una decisione difficile per la FEI, la Federazione Equestre Internazionale, che dovrà decidere se accettare questi super-cavalli nelle competizioni. Una decisione che in un senso o nell'altro scaturirà non poche polemiche al pari della revoca del divieto di partecipazione alle competizioni dei cavalli cloni.

A parer mio non si dovrebbe vietare a questi ipotetici super cavalli, o ai cavalli cloni, di partecipare in nome del vantaggio che potrebbero avere agonisticamente parlando, si dovrebbe vietar loro la partecipazione a monte per scoraggiare chi riesce ad arrivare a desiderare la creazione di un cavallo con caratteristiche decise a tavolino, per quel che possibile. È l'idea a essere terrificante.

Si discute di benessere, di etologia e poi si pensa di editare geneticamente un cavallo per vincere. In tutto ciò dove è finita la natura? Quell'imprinting che saliti in sella o in sulky ti fa dire è lui lo voglio?

Dove è finita la ricerca del binomio...dove è finito il binomio? Binomio è l'unione di due esseri, due anime e due entità diverse non l'unione di un uomo con un modello prefabbricato, senza nulla togliere a povero super-cavallo che ancora una volta è solo una vittima del maligno “genio” dell'uomo.

In concessionaria si sceglie colore della carrozzeria, cavalli, consumi e optional, siamo veramente giunti a questo anche con i cavalli?

Qualcosa non quadra ma non nel genoma del cavallo...nella testa dell'uomo.

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