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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Christian da Pos: essere nel respiro di un cavallo

Christian e un suo cavallo
Christian e un suo cavallo

Troppo spesso vedo cavalli soggiacere alla gelida volontà del cavaliere: li guardo fare piaffè sull'asfalto per compiacere la vanità di chi è in sella, li osservo puniti perché rifiutano di saltare un ostacolo, noto bocche schiumanti o lingue che penzolano e mi rattristo,  percependo sofferenze di cui spesso non esiste consapevolezza, convinti dall'abitudine di ruoli e comportamenti.
Quando si supera l'apparenza e si entra davvero in sintonia con un cavallo si vive un'emozione difficile da esprimere a parole: è un'energia che si respira quasi inconsapevolmente ma che fa stare bene anche se non si superano imponenti ostacoli o non si effettuano perfetti passaggi nel lavoro in piano. Un sentore che si afferra solo connettendosi a uno stato d'animo sensibilmente recettivo: l'ho avvertito mentre il mio cavallo, libero, brucava l'erba accanto a me oppure camminava al mio fianco nel campo in sabbia e si fermava quando io mi chinavo a togliere un sasso e lui seguiva i miei spostamenti irregolari. L'ho colto nel momento in cui contemplavamo dal paddock un tramonto che colorava le nuvole o ammiravamo il riflesso della luce sulle ali di uno stormo di garzette in volo.
Una sensazione di benessere, una vibrazione che allinea il nostro centro interiore con l'armonia della natura, permettendo una comunicazione con il cavallo attraverso un canale diverso da quello verbale. Un piacere che si assapora quando si è assieme a un amico fidato e che arriva in maniera spontanea, senza chiedere, senza addestrare, perchè nasce dall'amicizia.
In quegli istanti ho compreso che, se ho realizzato molti traguardi con il mio destriero, non è stato per capacità tecniche che non possiedo ma solo perché lui, avendomi accettata come amica speciale, mi ha consentito di raggiungerli.
Quando, a Fieracavalli di quest'anno, ho visto Christian Da Pos con i suoi stalloni arabi, sono stata trasportata nell'atmosfera piacevole respirata con il mio compagno nitrente, rimanendone profondamente toccata.
I suoi stalloni si muovono in libertà mostrando la bellezza e le gerarchie di un branco di cui fa parte anche Christian, con una spontaneità e una gioia che entrano nell'animo, creando un'intensa emozione. Non si è meravigliati dalle azioni specifiche ma riscaldati dalla magia con cui si svolgono, rivelando un affetto e una fiducia che presuppongono un lungo percorso di vita costruito assieme.
L'appellativo di Christian è The Natural Horseman perché riesce a sintonizzarsi con i compagni equini che ha osservato e ascoltato per anni, senza chiedere nulla se non amicizia, compenetrandosi con loro.
I cavalli hanno attratto Christian fin da piccolo, che ha avuto una formazione equestre tradizionale, indirizzandosi verso il salto ostacoli fino a quando, circa venticinque anni fa, è stato rapito dal fascino della razza araba.
Le gare di morfologia e di endurance, a un certo punto, gli sono apparse limitanti, non  soddisfacendo il desiderio di vivere un rapporto diverso con gli equini.
Christian inizia a conoscere la vita in libertà dei cavalli nelle malghe, imparando da persone semplici ma autentiche come pastori e contadini: lì, percepisce un'energia speciale che lo spinge a staccarsi dal mondo umano per avvicinarsi sempre di più a quello equino.
Prende dei puledri arabi, restando per tre o quattro anni con loro e le fattrici. Vivere ogni giorno in piena libertà fa nascere una profonda connessione, facendogli comprendere che ogni persona possiede un'energia interiore che, però, deve essere attivata per potersi sintonizzare con i cavalli.
Christian rivela che i suoi arabi non rispondono quando l'energia non è attiva. Per questo, nelle esibizioni, non usa zuccherini o fruste particolari. Solo la connessione, che deve essere attiva dentro di lui, gli permette di comunicare e ottenere, mostrando ciò che la sua "famiglia" sa fare e commuovendosi ogni volta, consapevole del dono che i cavalli gli porgono.
I suoi stalloni mostrano la potenza e l'eleganza del cavallo come è in natura ma anche la gioia di una sgroppata, indicando che la perfezione delle simmetrie geometriche di un esercizio può essere modificata, e io aggiungo migliorata, dall'allegria provocata da una rotolata massaggiante nella sabbia.
«Non sono un mago o un incantatore ma solo un compagno dei miei cavalli. Tra noi è un continuo gioco: non intervengo nelle gerarchie del branco ma li lascio fare, dato che non si sono mai verificati incidenti.
I cavalli sanno già fare tutto e io non devo insegnare nulla. Il mio approccio è diverso perché sono consapevole che sia l'uomo a porre loro dei limiti che, invece, sono dotati di enormi capacità. Immergendomi nel mondo dei cavalli, assaporo un'energia magica in cui prevalgono tinte chiare e delicate. Una sensazione che tutti possono provare se si rapportano agli equini in maniera empatica.
Ai miei cavalli faccio fare solo i cavalli, lasciandoli liberi nelle loro manifestazioni, senza nemmeno guardarli, rispettandoli. Vivono in paddock all'aperto e non vedono mai il box se non nelle fiere. Se utilizzo degli stalloni in manifestazioni come quella di Verona e rimangono tranquilli, nonostante gli odori e la confusione, accade perchè il mio metodo si basa sull'empatia. Se l'addestramento fosse solo "meccanico", nel momento in cui si interrompe il meccanismo tutto si fermerebbe. Se, invece, si è un tutt'uno con i cavalli, il rapporto che unisce non si interromperà mai». 

Christian, a partire dal mese di gennaio 2019, terrà corsi formativi per imparare a comunicare, ascoltare e interagire con il cavallo in modo del tutto naturale a cui si può partecipare con il proprio cavallo o come auditori.
Per informazioni contattare info@thenaturalhorseman.it o il sito web thenaturalhorseman.it