Per carità, non sono un veterinario e non voglio fare diagnosi, ma la sensazione di avere di fronte un cavallo bolso è stata fortissima e ad averla non sono stata solo io. Due turiste inglesi si sono fermate insieme a me. Tutte e tre, per più di una mezz'ora abbiamo cercato di capire deve fosse finito il responsabile ( ma lo è davvero?) di quel povero animale. Niente da fare. Le due turiste, che nell’attesa mi avevano raccontato di essere appassionate amazzoni e mi avevano manifestato la loro preoccupazione per le condizioni del cavallo, mi chiedono se è possibile avvertire la polizia municipale, o addirittura le forze dell’ordine.
Io prendo tempo. Vigili in giro non se ne vedono... e poi mi immagino la scena quando avrei tentato di spiegare che “l’emergenza” era per un cavallo che respirava male! Insomma alla fine, non ho difficoltà ad ammetterlo, sono scappata. Dall’angoscia che mi trasmetteva quel cavallo, dal senso di impotenza per non poter fare niente di realmente risolutivo, dalla vergogna di appartenere ad un Paese ancora così poco civile dal punto di vista equestre. Già, perché mentre noi cercavamo disperatamente qualcuno che potesse intervenire, altri turisti, questa volta italiani, del tutto ignari del problema si fermavano a frotte per farsi fotografare vicino al cavallo!
LETTERA FIRMATA



















18/05/2012


