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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Cavalli, orologi e le strane regole della FEI

Money makes the world go round...ok, gli sponsor che principalmente finanziano il mondo dell’equitazione sono Longines e Rolex.
Il fascino dei nostri amici cavalli evidentemente fa vendere orologi di lusso.
Recentemente il giornale francese L’équipe è stato severissimo con la FEI in un articolo, denunciando il fatto che per la qualificazione individuale alle Olimpiadi contano pure i piazzamenti  del Global Longines di Mr Tops. Nell’articolo si evidenzia tra l’altro che i campi del Global sovente non hanno riviere, sono piccoli, nati per portare l’equitazione in città. Non analoghi pertanto alle dimensioni ed alle caratteristiche dei campi per una tenzone olimpica. In partenza, da un punto di vista finanziario, questo circuito ha fatto pure del bene al nostro sport. Ma ora...
Henk  Nooren e Steve Guerdat da tempo mantengono posizioni critiche nei riguardi del Global. Dice Nooren: “Con i quattrini ci si può comprare la partecipazione a gare qualificanti alle Olimpiadi e questo è un attentato allo spirito olimpico”.
Venendo a quanto capita in casa nostra, per le Olimpiadi a squadre, dopo le disavventure di Tryon, sappiamo che doppiamo ancora combattere per la qualificazione.
Ma se pure difficili, qui le regole sono abbastanza chiare. Piazzamento a Rotterdam tra i primi 3, oppure vincere la finale di Barcellona. Peccato pertanto non avere regole sportive per accedere a questa finale. Infatti per ciò che riguarda regolamenti e criteri di scelta per la Top League europea la FEI si è scatenata in incomprensibili norme, che a mio avviso di sportivo non hanno più nulla.
Nel 2019 ci sono 10 squadre. Pertanto dovrebbe essere normale che le stesse, per vedere quale sia la più brava delle dieci, si confrontassero tra di loro. Succede in tutti i campionati di tutti gli sport del mondo. Manco per niente, i signori di Losanna non sono stati a sentire le richieste dei capo équipes, tra cui il nostro Duccio Bartalucci, che più volte han chiesto di far partecipare tutte le squadre a tutte le tappe. La Fei ha deciso altro che con l’etica sportiva non sembra avere  nulla a che fare.
Vediamo pertanto cosa sono riusciti a “creare”.
Le squadre della prima divisione dicevamo sono 10: Svizzera, Francia, Germania, Belgio, Olanda, Irlanda, Svezia, Gran Bretagna, Austria e Italia.
Quanto abbiamo sofferto l’anno scorso per questa importante qualificazione ben lo sappiamo. Ma le cose  più  difficili contro cui combattere pensate siano stati gli avversari, i cavalli venduti, infortunati o non in forma? No, contro queste difficoltà terribili  i nostri eroi hanno combattuto, sotto l’esperta ed intelligente  guida del nostro Duccio e c’è l’hanno fatta. La più grossa difficoltà è stato il regolamento Fei ricolmo di alea. Infatti i piazzamenti delle squadre ospiti nelle varie tappe del circuito (o i padroni di casa come i polacchi a Sopot o come gli Stati Uniti in un’altra tappa) non venivano sterilizzati e se una squadra della Top League si piazzava dopo la squadra ospite, nella classifica generale si portava appresso il punteggio conseguito. (Un secondo invece che un primo, con i relativi diversi punteggi). Le squadre ospiti sono state diverse e di diversa caratura, nelle varie tappe del circuito creando ingiustizie lapalissiane. Eravamo sicuri l’anno scorso, nel seguire le classifiche, che si fosse trattato di una svista e che quest’anno la norma sarebbe stata corretta. Invece no, nessuna correzione, il pasticcio continua pure nel 2019 e c’è’ dell’altro.
Vediamo.
I concorsi CSIO 2019 che faranno  parte della Top League saranno 7 e non 8, come le tappe dell’anno scorso e sono: in Francia: La Baule (16/19 maggio), in Svizzera: San Gallo (30 maggio/2 giugno), Sopot in Polonia ( 14/!/ giugno)  in Olanda: Geesteren (20/23 giugno), in Svezia : Falsterbo (11/14 luglio), in Gran Bretagna: Hickstead (25/30 luglio), in Irlanda: Dublino (7/11 agosto)
Nel 2019 ciascuna squadra va a punti in 4 delle 7 tappe. Non solo non sono 10, e neppure 8, non solo non vi partecipano tutte le squadre ma le tappe sono solo7.  Sempre più’ gioco dei bussolotti nella classifica, alea e non meritocrazia.
E per di più nonostante che Duccio Bartalucci avesse indicato Sopot come concorso di partenza per la squadra italiana, la Fei a Losanna ha scelto per noi quale prima tappa San Gallo (30 maggio/2 giugno), esattamente la settimana dopo Piazza di Siena.
Dispettucci, visto che Piazza di Siena è diventata Rolex?
Altri concorsi nel mondo, che hanno Rolex come sponsor, sono Aquisgrana e Calgary e si mormora che pure Dublino sia molto tentata.
Il fatto non dovrebbe dare alla FEI l’autorizzazione di inventarsi regolamenti “strani” all’interno del regolamento europeo  per la Top league… ed invece!
L’Italia nel circuito di quest’anno si confronterà’ in tre circostanze contro la Svizzera, la Gran Bretagna e la Svezia.
Due volte affronterà le squadre della Francia, dell’Austria, dell’Olanda e dell’Irlanda. Con Germania e Belgio una volta sola
Triste faccenda. Ormai quello che lega questi concorsi tra loro è il ricordo di una bella gara. Sono diventati eventi staccati con legami ormai flebilissimi. Una cosa che rattrista perchè essere in Top league dovrebbe essere, come è stato finora un onore conquistato sul campo.

C’è’ fermento e malcontento tra i capi èquipes ed i cavalieri ovviamente. Ma la Fei non li sta a sentire, più’ preoccupata d’altro che non dell’etica nelle gare.
Cui prodest? Non certo allo sport. Vediamo che si dirà’ ancora e se finisce così’. Ormai pure per quest’anno è’ andata. Non si può’ cambiare un regolamento in corso d’opera. L’appuntamento con le regole sportive,  per certi Signori è  rimandato al 2020.