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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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''Cavalli e pony sentitamente ringraziano...''

Cara Maria Lucia, grazie per il tuo articolo! Un sincero ringraziamento da parte di chi, con fatica, sta cercando di avvicinare i bambini ai cavalli prendendo il più possibile le distanze dall'agonismo. Purtroppo viviamo in una società dove la regola di base è primeggiare, troppo spesso non per le nostre capacità personali ma sfruttando quelle di altri esseri viventi (in questo caso quelle dei cavalli). Quando gli atleti mettono alla prova il proprio fisico è dimostrazione di potenza, preparazione e intelligenza nel dosare le proprie forze,  ma quando in uno sport come l'equitazione, che è l'unione di due atleti, uno non rispetta le esigenze e i limiti dell’altro non so quale tipo di “morale” questo spettacolo  possa trasmettere, e non solo ai bambini…
Grazie anche da parte di Polly, Paprika, Muschio e Prezzemolo e da tutti quei pony e cavalli che anche se non oltrepasseranno mai alcun muro, duro o morbido che sia, riescono far superare, giocando, la timidezza e l’insicurezza per poi affrontare il più impegnativo degli ostacoli: quello di diventare adulti equilibrati, responsabili, attenti alle esigenze degli altri, persone o animali che siano. Questo ostacolo per alcuni è veramente insormontabile e ogni giorno ne vediamo le conseguenze. Se riusciremo a rendere i bambini piccoli campioni orgogliosi e felici di avere nel cavallo un amico da capire e rispettare credo che sarà più facile avere poi una generazione di persone adulte non solo perché sono cresciute nelle dimensioni fisiche…

SEMBRA, leggendo tra gli ultimi articoli e nello specifico in quello  dal titolo "Sì alla potenza vera, No alla potenza con i pony", che diventando adulti l’interesse per i cavalli sia solo in funzione
di quanto la loro presenza faccia spettacolo e di conseguenza cassetto e, oh magnanimi!, togliamola pure dalla categoria pony perché tanto non ha richiamato spettatori!
Il pensiero di educare gli spettatori neofiti al piacere di assistere ad uno spettacolo dove cavallo e cavaliere vengono premiati per il loro affiatamento e per la loro tecnica, non li sfiora nemmeno. L’importante è che siano tanti e continuino tutti a pensare che campione sia quello che fa saltare il cavallo più in alto. In questo modo avranno potenziali clienti che si avvicineranno all’equitazione solo per ottenere questo risultato alimentando così il florido mercato di cavalli e lezioni che ne consegue.
Ostacoli morbidi?
Certo sono più sicuri e salvaguardano maggiormente la sicurezza dei cavalieri e in alcuni casi quella dei cavalli, ma ciò che li danneggia maggiormente penso che non sia l’eventuale impatto con l’ostacolo, ma la sicura sollecitazione che ricevono le articolazioni degli arti anteriori durante la dinamica del salto quando, nella ricevuta o ritorno al suolo, peso, altezza e velocità si sommano. Sono elementari regole di fisica che andrebbero prese in considerazione e sommate alle regole dettate dal buon senso…

CATEGORIA di potenza due volte all’anno…niente stress per i pony?
In effetti le gare previste sono poche ma suppongo che siano da calcolare anche i percorsi di addestramento fatti nel privato dei vari centri ippici con ostacoli probabilmente non così morbidi…
Mi auguro che le varie Federazioni e Associazioni sportive equestri, che tanto parlano di rispetto dei cavalli in pubbliche platee al cospetto di Ministri vari, facciano sentire la loro voce perché quasi sicuramente le esternazioni fatte da privati o di associazioni finalizzate alla difesa del cavallo verranno tacciate di incompetenza…
Dubbi sulla comprensione dell’articolo “La Potenza con i pony, un’offesa alla formazione dei giovani”?
Sicuramente no.
Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire!
PATRIZIA MOSCONI