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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Castelli racconta Ovidio Pessi, il Bimbo delle Sorgenti

PISA. E’ fresco di stampa un libro che Renzo Castelli, giornalista colto e raffinato, già cantore delle gesta di Ribot in una splendida pubblicazione, ha dedicato a Ovidio Pessi, l’unico ad essere stato prima fantino e poi trainer della Dormello Olgiata. Edito da Ets, che stampa a Pisa, ‘Il Bimbo delle Sorgenti Ovidio Pessi: storia di una vita’ nasce da una serie di foglietti che Ovidio ha consegnato nella scorsa primavera al giornalista pisano.
Castelli li ha decifrati – compito non facile vista la calligrafia non sempre leggibile – e con la vecchia regola della carta stampata, un bel prologo e un finale sontuoso, un’intervista a Pessi, ha consegnato all’editore questa preziosa occasione di lettura, una cavalcata tra cavalli e personaggi che hanno scandito il tempo migliore del nostro turf. Si parte dall’estate all’Ardenza, dalle sue magiche serate e da corse come la Coppa del Mare e si raccontano tutti i momenti della carriera del gentile Bimbo delle Sorgenti, soprannome coniato dallo speaker del Caprilli e collaboratore del Tirreno, il Maestro Giampiero Celati.
Così per Pessi arriva la patente da allievo e la prima vittoria, con una crescita che approda tra i pini di San Rossore per montare per il bianco e verde della Razza Vallelunga. E’ il tempo di Hipcress, un purosangue di classe che vince per due volte la Coppa del Mare. Per Ovidio arriva la chiamata a Bolgheri, quel biancorosso con croce di Sant’Andrea traguardo di tutti i jockey. Qualche delusione, ad esempio Marracci. Poi il dolce di una vittoria nel Campionato Europeo dei fantini, l’onore dell’Italia tenuto alto a Budapest. Dal 1984 la seconda carriera del livornese, con la patente di trainer che prende il posto del frustino appeso al chiodo.
I primi cavalli sellati per la scuderia Giovanna, poi si alza l’asticella delle ambizioni. Un talent scout dei cavalli, degli uomini come Lucianone Gaucci lo vuole alla White Star. Pessi torna alla Scala per un gran premio degli sprinter, il Bersaglio. Qui la sua capacità di preparare una corsa viene esaltata da un velocista super, Blu Carillon, che galoppa volando sulla pista dritta di Milano, tanto da battere il record della pista. Quel successo per il professionista toscano vale come una nomination per l’Oscar. Adesso è il momento di tornare tra il mare, i cipressi, il vino e i cavalli di Bolgheri.
Dopo vent’anni il Bimbo delle Sorgenti torna alla Dormello, stavolta da allenatore. In settembre, al tondino del Villa Borghese, sella, emozionatissimo, il suo primo partente con la giubba che fu di Ribot. E’ Bening quel primo dormelliano firmato da trainer e sarà una galoppata vincente in quel prix delle Capannelle alla ripresa della stagione di corse. E’ un racconto che si legge tutto d’un fiato quello che la penna di Castelli, puntuale ma densa anche di passione per il turf, dedica a quel Bimbo di Livorno diventato il beniamino dell’Ardenza, con quel ‘Vai Ovidio!” che usciva dal cuore di tutti gli appassionati. I cavalli sono la vita, può essere il finale di questa bella storPISA. E’ fresco di stampa un libro che Renzo Castelli, giornalista colto e raffinato, già cantore delle gesta di Ribot in una splendida pubblicazione, ha dedicato a Ovidio Pessi, l’unico ad essere stato prima fantino e poi trainer della Dormello Olgiata.