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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Capannelle, arriva la domenica delle meraviglie

ROMA. Ecco il grande giorno! 4 novembre. La domenica più importante per il galoppo romano e non solo. Il trend internazionale negli ultimi lustri, ha individuato come grande momento di selezione il proporre, in ogni parte del mondo e da gennaio fino a dicembre, giornate o meeting in cui concentrare il meglio possibile in tema di selezione, per ogni età e per tutte le distanze.
Una giornata che regala all’appassionato cinque corse di gruppo dalla prestigiosa tradizione: i premi Roma, Lydia Tesio, Aloisi, Ribot e Berardelli.
 
Non solo: ecco anche una importante listed per i due anni veloci (il Divino Amore) che cosi completano il loro ciclo, ecco una prova del circuito internazionale Fegentri e una corsa che è già tradizione proprio nel pomeriggio del Lydia Tesio ovvero il Livermore, famiglia che per generazioni ha legato il proprio nome proprio a quello di Federico e Donna Lydia Tesio in strettissima collaborazione.

IL PREMIO LYDIA TESIO
 
La edizione 2018 è di spessore e profilo tale che possiamo dire e sperare possa essere pari al richiesto valore di 110. Il campo è essenziale ma non scarno (otto al via), senza fronzoli ma almeno cinque delle protagoniste rispondono al requisito richiesto in tema di qualità e di rating. La nostra portabandiera sarà Flower Party, eroina che ha saputo sfidare i maschi nel derby con tanto onore (terza) che è stata seconda nelle nostre Oaks, che ha vinto in pattern il Cirla e che con questa prova da l’addio alle nostre piste. Il suo compito sarà reso difficile da God Given, allenata da Luca Cumani che ha tenuto per 45 anni altissimo il nome della cultura ippica italiana in tutto il mondo e che questa corsa la aveva già vinta alla fine degli anni 90 con Zomaradah. God Given è una Nathaniel,attrezzata forse per distanze maggiori del doppio km, che nella stagione ha vinto in settembre le importanti Park Hill st a Doncaster, gruppo due, è stata terza nel Pomone a Deauville, ha vinto due volte in gruppo. Non solo God Given ma anche Navaro Girl che è fresca di settimo posto nell’Opera preceduto però da un eccellente terzo in un altro gruppo uno ovvero il Romanet a Deauville. Il gruppo di pretendenti si arricchisce anche della presenza di Nyaleti che ha le carte in regola per vincere: terza a Keeneland in gruppo uno, quarta delle Falmouth, altro gruppo uno, vinte da Alpha Centauri, vincitrice classica delle Ghinee Tedesche. Ecco un altro nome molto insidioso e di grande valore, quello di Well Timed vincitrice delle Oaks Tedesche ma anche quinta proprio nel recente Opera. A queste cavalle e alle altre in campo (Prima Violetta e Snowy Winter, due altre ospiti più Sladina) il compito, ben possibile di consegnare il 110 necessario alla nostra corsa più importante dell’anno.
 
IL PREMIO ROMA
 
Il premio Roma GBI è tradizione assoluta nel panorama del nostro Turf. Pronto a difendere il titolo Anda MuchacHo riapparso folgorante nel recente vittorioso Di Capua a Milano. C’è la storia del galoppo italiano nel Roma, non deluderà neppure in questa edizione che stiamo per vivere. Oltre al campione di casa Romeo, ecco due ospiti con i fiocchi. Va Bank (ha raggiunto anche il 113 di rating) è in forma smagliante testimoniata dall’assunto vincente su Iquitos ai primi di ottobre e preceduto dal terzo posto in gruppo uno a Monaco in luglio proprio sui 2000 in corsa vinta da quel Benbati che poi in Australia ha persino impegnato la fenomenale Winx. Ecco pronta una nostra vecchia conoscenza. Si tratta di Royal Julius che lo scorso anno venne per il Ribot e poi vinse anche il Repubblica in maggio e che adesso torna per il Roma dopo un quarto posto probante al massimo nel Dollar durante il meeting di Parigi. Intorno a questi tre, con poi anche gli altri due in campo, (Presley il terzo dello scorso anno e Perego che è un listed winner) si costruisce ancora una volta una pattern che supererà il 110.

IL PREMIO CARLO E FRANCESCO ALOISI, IL PREMIO RIBOT E IL PREMIO BERARDELLI
 
Il Roma Champion Day non finirà di stupirvi perché appunto oltre alle due pattern attese ecco anche l’Aloisi che ricorda in Carlo e Franco due sportivi di assoluta limpidezza, l’azzurro fasciato di blu i loro colori che Orsa Maggiore rese nobili al massimo. Carlo è stato ai vertici dell’Unire e Franco del Jockey Club. Il grande galoppo italiano che abbiamo avuto negli anni dai 70 al 2000 si deve molto anche a loro.

La corsa (106,50 e 105 nelle ultime due edizioni, serve il 105 per restare gruppo tre) è per flyer è l’albo d’oro ci consegna nomi importanti come quelli di Aranvanna, due volte St Paul House, tre volte Rosendhal, un campione come Patapan, due altri ottimi cavalli come Plusquemavie e My Lea ultima vincitrice e poi ancora Dream Impact, Blue Carillon e per quattro volte terzo Titus Shadow cosi come Zapel è secondo nelle ultime due edizioni.Certamente Ribot non ha bisogno di essere ricordato, sarebbe offensivo, il suo premio lega il suo nome a quello indimenticabile di Lollo Luciani allevatore per antonomasia, a lungo al vertice istituzionale della categoria che ha onorato con una produzione formidabile di suoi campioni come Altieri oppure Blue Constellation.
 
L’albo d’oro del Ribot (105,75 e 104,75 nelle ultime due edizioni) è straordinario: Altieri, Misil, Ramonti, Pressing, Worthadd, Distant Way Karpesky, Giovane Imperatore e da ultimi Greg Pass e Time To Choose. Diplomat, un laureato di Repubblica tornato in formissima vincendo un gruppo due si propone come ospite di lusso contro l’altro invaider Masham Star e i nostri migliori possibili tra cui il già laureato Time To Choose, Wait Forever, Wiesenbach in un campo di ben 11 al via.
La sequenza incredibili di pattern comprende anche la massima prova per i due anni dopo il Gran Criterium ovvero il Guido Berardelli sui severi ma futuribili 1800 metri, soprattutto nel ricordo del Presidente Unire per eccellenza che ha legato il suo nome alla crescita e allo sviluppo dell’ippica italiana dal dopoguerra fino agli anni 80 dopo essere stato anche grande proprietario perché Nuccio fu prima secondo di Arco e poi primo, vincendo anche le Coronation Cup. La corsa si chiamava prima Tevere e nel suo albo d’oro troviamo il nome assoluto di Nearco così come quello di Astolfina ma poi anche quello di ottimi cavalli come Raimonda Da Capua, di un campionissimo come Bolkonsky oppure di un super come Bob Back, un fenomeno come Falbrav fu secondo ma la vinsero anche Beauty Only, un grande poi di Hong Kong, e Groom Tesse, un derby winner. L’ultimo a vincere è stato Wiesenbach ma ogni anno la corsa (101,50 e 100,25, oltre il necessario 100 pieno) non tradisce ed anche quest’anno in seguito scopriremo che i migliori saranno stati cavalli di spessore.