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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Capannelle, 85 anni ma non li dimostra

NEL LUNGO pomeriggio delle Capannelle, dove si sono disputati gli attesissimi Premi Parioli e Carlo Chiesa, la risposta del pubblico è stata davvero all’altezza dell’occasione, importante non solo dal punto di vista tecnico, ma anche da quello storico.
L’imponente impianto dell’Appia Nuova, progettato dal grande Vietti Violi, al cui nome è indissolubilmente legata, d’altra parte, la storia dei principali ippodromi in attività, compie infatti ottantacinque anni. La nuova struttura, che subentrò al nucleo originario realizzato nel corso degli anni Ottanta del diciannovesimo secolo, venne ufficialmente inaugurata il 21 aprile 1926, giorno del Natale di Roma. Ad entrare nella storia gloriosa delle Capannelle, vincendo la prima corsa in programma nella giornata dell’atteso vernissage dell’impianto, il Premio Kadikoi, fu il celebre Digby Blackburn, in sella a Toy, per i colori di Riccardo Gualino, di fronte ad un’ottima cornice di pubblico.
Ottantacinque anni dopo il bagno di folla si è ripetuto, ma non si è trattato di una felice coincidenza, bensì della conferma di quella straordinaria peculiarità che costituisce ancora oggi il tratto distintivo di un ippodromo, che, nonostante tutto, continua a rimanere lo splendido biglietto da visita dell’ippica italiana.