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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Brescia, si parla di riabilitazione equestre, relazione e progettualità

Il carosello dei ragazzi di Villa Buon Respiro
Il carosello dei ragazzi di Villa Buon Respiro

La Fondazione Iniziative Zooprofilattiche e Zootecniche di Brescia ha   organizzato ieri, 22 marzo 2018, il convegno “Riabilitazione equestre: relazione e progettualità” finalizzato, fra l’altro, a presentare i risultati preliminari del progetto di ricerca corrente (13/2013) dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, dal titolo “Riabilitazione equestre in bambini con disturbi dello spettro autistico: monitoraggio e valutazione del benessere animale” finanziato dal Ministero della Salute e coordinato dal Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali (CRN IAA). L’ampia sala gremita ha, ancora una volta, confermato il forte interesse verso questa peculiare relazione con il cavallo al di fuori dei tradizionali ruoli agonistici, ludici e ricreativi tradizionalmente assegnati a questo atavico compagno dell’uomo.
Hanno partecipato all’incontro numerosi esperti delle diverse discipline scientifiche impegnati da tempo a corredare il comune convincimento e le esperienza fin qui realizzate sui benèfici effetti della relazione con il cavallo, di metodologie oggettive e indicatori validati per il monitoraggio e la valutazione del tipo e dell’entità del coinvolgimento neurovegetativo ed emotivo del cavallo nelle molteplici situazioni nosografiche che traggono beneficio dalla relazione con il cavallo.
I relatori del Ministero della Salute e del CRN IAA hanno evidenziato, dal punto di vista normativo, che tutte le regioni e le provincie autonome italiane hanno recepito nei loro ordinamenti territoriali le Linee Guida sugli Interventi Assistiti con gli Animali, emanate dall’Accordo Stato-Regione del 25 marzo 2015 e che si avvia a compimento, grazie alla sinergia istituzionale tra il Ministero della Salute e il CRN IAA, la complessa procedura di porre a regime e disciplinare la formazione pregressa ed attuale delle molteplici figure professionali impegnate nell’ambito dell’equipe multidisciplinare che programma, pianifica e realizza i progetti di Terapia Assistita con gli Animali (TAA) e di Educazione Assistita con gli Animali (EAA), secondo i requisiti di qualità declinati dalle Linee Guida.
La comunità scientifica italiana in ambito IAA si avvia, in maniera risoluta, a definire i principi, i metodi e le tecniche che - attraverso la verifica dei dati mediante le metodologie sperimentali delle scienze esatte - condurranno all’assunzione consapevole della responsabilità deontologica ed etica non solo verso il paziente/utente ma anche e forse soprattutto verso il protagonista di questo rinnovato patto di servizio verso l’uomo: il cavallo. Sono stati presentati e soprattutto discussi con un confronto oltremodo positivo, i risultati inerenti la misurazione della frequenza cardiaca (HR), della sua variabilità (HRV) (riconosciuti indicatori neurovegetativi oggettivi) e dei livelli ematici del cortisolo in cavalli impiegati in differenti setting di intervento, unitamente all’originale ricerca sperimentale circa l’impiego della termografia in riabilitazione equestre, con l’intento di chiarire e divulgare procedure oggettive sull’impegnativo aspetto della misurazione dello stress dell’animale impiegato negli IAA, insidioso nemico degli IAA e paradigma negativo della tutela del benessere animale. Il confronto multidisciplinare ha consentito di apprezzare i punti di vista e le metodologie di natura psicologica, psichiatrica, pedagogica e più generalmente in ambito psicosociale con una particolare valenza verso i disturbi neuropsichiatrici dell’infanzia e dell’adolescente. Adeguato spazio di confronto è stato dato alle relazioni che hanno sottolineato il punto di vista dell’animale, le sue esigenze etologiche, le sue caratteristiche comportamentali al fine di rispettare le sue capacità senzienti. Dal confronto multidisciplinare sia scientifico che istituzionale è emersa nettamente la consapevolezza che gli IAA, se correttamente realizzati, possono fornire un importante contributo al miglioramento della qualità di vita degli utenti, bisognerà dotarsi quindi di adeguati metodologie e tecniche di supervisione delle attività condotte da personale qualificato ed, infine, la risultante netta di tale impegno normativo, scientifico e professionale dovrà avere quale minimo comune denominatore la qualità di vita dell’animale adibito agli IAA che si ottiene, fra l’altro, attraverso ricoveri e spazi idonei e consoni alla socialità del cavallo.