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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Bello il Global Champios Tour....ma Barcellona!

Nervosi, son sempre tutti cosi' nervosi, novanta volte su cento, sbagliando i tempi! E si scatenano i contrasti invece che le complementarieta'.  Invece: evviva le differenze e le complementarieta'.
Non so perche', ma si vive sempre in un clima elettoral/ guerriero! Dove il manicheismo la fa da padrone, dove un contrasto, possibilmente tra vecchio e nuovo, perche' e' piu' facile, bisogna trovarlo... che noia! I figlietti delle differenze e delle complementarieta' sono le novita'.
Novita' che a ben vedere, se non ci fossero le piccole differenze e le contemporaneita' non avrebbero mai luce. Conviene capire, fotografare che capita per viversela meglio. Senza sempre pigolare e piangere.
 Ovvio che chi arriva primo, chi vince, chi e' arrivato primo e' seduto sul trono ed e' la' calmo e pacifico sul podio  e se la gode con chi e' seduto ed arrivato vicino a lui.
2017 parliamo di cavalli! Oh! Poffarbacchio, che strano!
Che ci vuole in fondo nel nostro sport, a parte i quattrini, per farlo bene e per vincere ? Sono necessarie giuste scelte da fare, programmazione, scalette varie delle priorita' e desiderio di vittoria.

 Vincere e' divertente si diceva.  C' e' una novita' importante nel mondo agonistico dell'equitazione, una novita' all'apice del mondo equestre che noi viviamo e che prima non c'era: si chiama Global Champios Tour. Nuovo rispetto alle coppe delle nazioni, gestite dalla F.E.I..  Complementare ad altri importanti impegni come il Rolex grande slam. E chissa' che ci portera' il futuro!
Per fortuna (personalmente non amo gli indoors) , che se pure al chiuso, il campo di Doha , dove avverra' la finale , e' bello grande. Luogo dove i migliori cavalieri del mondo se la batteranno a suon di bei premi in quattrini, su terreno idilliaco, direttore di campo bravissimo, accoglienza perfetta per i cavalli. Della Global league non se ne puo' parlare piu' di tanto. L'idea di quel genio di Tops di mischiare la gara individuale con la gara a squadre e la qualificazione per il gran premio, rende la tenzone piu' divertente dell'anno scorso, quando questo non avveniva. Ai posteri il giudizio sui cappellini, le divise, i colori e colorini vari.
Dopo aver girato per il mondo ,con un sito che ti permette di seguire tutto in tempo reale on line comodamente , per la gioia degli appassionati e degli sponsors, per la penultima tappa , il circuito tipo formula uno, e' arrivato a Roma al foro italico, nello  stadio Mennea, il foro dei marmi.
Ci  vuol niente per riallargare il campo come era e metterci una riviera ( son tre fossi di plastica allineati come spazio). Sono certa che sara' una miglioria che gli organizzatori sapran fare. Ne gioverebbe pure la visibilita' per gli spettatori, che, come gli antichi greci ci hanno insegnato, stanno seduti in alto, sopra, per poter vedere lo spettacolo e non allo stesso piano.
 Tutto bene allora? Si', ma...  Dove sta il problema?

Soprattutto per noi italiani che abbiamo cominciato da poco per mancanza di quattrini e cultura del cavallo persa, rispetto agli altri paesi , a gareggiare in ambito internazionale, dopo i fasti dei D'Inzeo e dopo aver inventato con Caprilli l'equitazione naturale che vince nel mondo. (Il premio "Caprilli" anzi "Piero D'Inzeo" personalmente lo assegnerei ad Harrie Smolder il leader della classifica prima di Doha).
 Dicevo: dove sta il problema? In una crescita mondiale di interesse per il cavallo? Che dalle guerre, dall'aratro, dai trasporti trova tra i suoi compiti lavorativi moderni lo sport? Lo sport nelle sue manifestazioni piu' difficili?
Non certo nel Global Champions Tour, il problema non sta in questa bella ricca novita' che ci porta il cavallo in centro alle citta', che riempie le tribune con biglietti gratis per il pubblico, ma nel fatto che ci piace partecipare e battercela bene in quell'altra realta' che sara' la settimana prossima a Barcellona.
Far stare tutto in una valigia non e' facile.
Personalmente come spettatrice sportiva, appassionata patriottica quest'anno ho prediletto Barcellona. Mi son sempre piaciute le gare a squadre come la coppa delle nazioni. Al Global, complice un'influenza, ci son stata pochissimo a bordo campo, mentre per Barcellona, ho preso ferie, biglietti, albergo,da molto tempo.
> Stare in top league,ci piace, e' importante. Ce la siamo guadagnata sul campo questa permanenza. Mollare non sarebbe elegante e sportivo.
Altri paesi, come la Gran Bretagna non ci sono.  Per i cavalieri d'oltre manica e' un po' che ha perso appeale; Non e' successo per gli americani...che si allenano su campi adatti a queste prove in giro per il mondo.
Partecipare con gli stessi cavalli ad entrambe le manifestazioni non e' possibile. Problema di scelte, di crescita.
Sono entusiasta di come sta affrontando questo problema Roberto Arioldi, non a "gusto stretto" od in modo timido, ma facendo cimentare gli atleti ,con occhio lungimirante e pratico,  contemporaneamente.
Oggi, mentre scrivo ed e' domenica e sono a casa con la diretta del global accesa, non so ancora chi sara' la squadra di Barcellona. Non so chi saranno gli atleti che rappresenteranno l'Italia. Ma di bravi, " casalinghi" o " foresti", ne abbiamo!
Vedremo.
La cultura del cavallo serve per andare avanti bene. Harrie Smolder, per citare il migliore in campo individuale oggi mi ricorda, (l'ho gia' detto, ma lo ripeto per finire) tanto il maestro : Piero D'Inzeo che di gare individuali, a squadre, al chiuso, all'aperto, in campi piccoli, grandi se ne intendeva e che nelle gare a squadre partiva sempre per ultimo . Pertanto torno alla tesi di questo mio scrivere e confermo che non conviene essere superficiali con i cavalli, infatti leggeri, naturali, non vuol dire superficiali.