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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Barcellona, all'Italia una bella gara non basta

Non c’è l’abbiamo fatta. Olimpiadi no. Che rabbia! Tra i quattro litiganti siamo arrivati secondi.  Abbiamo combattuto, hanno combattuto  ,dando l’anima ed il campo di Barcellona è stato severissimo ed ha detto no. Niente Olimpiadi per il salto ostacoli italiano.
Il percorso di  ierii era micidiale, le barriere volavano. Molti cavalli erano stanchi. Non quelli dei nostri. Dinky Toy ha detto chiaramente che preferisce i campi in erba. Era un altro cavallo da Dublino e da Calgary. Il campo di Barcellona è raccolto , con il pubblico vicino. Mette soggezione, tipo arena . Dinky si metteva in contrasto con Lorenzo De Luca. Le distanze ravvicinate non aiutavano a favorire la collaborazione tra i due. Molti avevano proposto di sostituire il binomio De Luca/Dinky Toy con il binomio Emilio Bicocchi/Evita. La mole non eccelsa in statura di Evita mi avrebbe fatto pensare pure a me di non farlo, per il bene della giovane cavalla. Nonostante la bravura di Emilio. La cavalla di Simon Delestre piccolina come Evita è’ rimasta, nonostante l’esperienza accumulata negli anni, appesa ad un paio di barriere. Certo che quel secondo posto proprio lì in gran premio a Barcellona, non avrà’ semplificato le decisioni del nostro selezionatore. Tutti discorsi inutili perché l’Irlanda non ha avuto problemi, ha battuto tutti. Ha stravinto ed un ipotetico netto di Evita non avrebbe risolto il problema. L’Irlanda è arrivata prima con una penalità e così’ è stata vittoria e biglietto per Tokyo.
Secondo il Belgio, con un totale di quattro penalità  ed uno scarto in doppia gabbia dell’ultimo cavaliere al penultimo salto. Cavaliere, ultimo a partire  che, se avesse fatto netto, avrebbe portato il Belgio alla vittoria. Terza la Svezia con un totale di  dodici  penalità e la minor somma dei tempi. Quarti noi azzurri con un totale di dodici  penalità .  Scartate le dodici di Lorenzo De Luca. Zero di Massimo Grossato con Lazzaro delle Schiave.  Otto penalità di Paolo Paini con Ottava Meraviglia di Ca San Giorgio e quattro penalità di Tokyo du Soleil con Luca Marziani. Quinta la Francia, pure lei con dodici penalità. Sesta la Germania con sedici penalità, settima la Svizzera  con diciassette e ottava la Colombia con ventiquattro  penalità . La nostra posizione è a metà classifica della finale. Come dicevo il percorso era micidiale. Severissimo, prevedeva cavalli in super forma ed intese con i propri cavalieri: micronometriche. Non si poteva   improvvisare nulla. Comunque i netti ci sono stati  sono0 stati sette, tra questi, abbiamo il piacere di annoverare il deciso e perentorio percorso netto di Massimo Grossato con Lazzaro delle Schiave. L’altro sella italiano autore di uno dei sette netti era montato da Cian O’ Connor, cavaliere irlandese.  Abbiamo perso, ma onorevolmente. Combattendo. Il quarto posto di oggi davanti a nazioni come Francia, Germania, Svizzera sottolinea ancora come il sentiero sia ancora in salita, ma non più’ così impossibile come anni fa. Mi rincresce molto perché’ un viaggio a Tokyo, per vedervi gareggiare la squadra Italiana di salto ostacoli, lo avrei fatto molto volentieri.