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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Auguri a Kalimero, muletto fortunato!

Ilaria e Kalimero
Ilaria e Kalimero

Il Primo Maggio 2013 nasceva un muletto tra le montagne di Tolfa, ha vissuto il primo anno della sua vita libero e felice nei pascoli fin quando non è stato venduto al suo primo proprietario.
E da lì che sono iniziati probabilmente  i suoi primi problemi poichè non era mai stato avvicinato dall’essere umano fino al giorno in cui è stato caricato sul camion. Il suo nuovo proprietario infatti avendo già altri cavalli avrà pensato che domare un mulo ‘selvatico’ sarebbe stato come addestrare  un qualsiasi altro puledro, ma ben presto si rese conto della loro famosa testardaggine.
Non arrivando ad ottenere ciò che voleva passò, come spesso purtroppo accade, alle maniere forti, trovando inizialmente come risposta una  totale indifferenza ai comandi. In seguito però  il muletto iniziò a reagire alle continue frustate andando contro il suo proprietario tramite calci, rampate ecc..
Al che il suo proprietario ormai impaurito decise di spedirlo al mattatoio poiché considerato un mulo cattivo e pericoloso.
Qui subentro io, con la mia passione per i cavalli e per gli animali in generale che ho avuto fin da piccola, svolgendo svariate discipline nell’ambito della monta western dal Cutting al Team Penning, alle Gimkane, al Reining. Mi ero già accostata anni prima ad un mulo che era stato portato in un maneggio dove andavo spesso per essere domato, ed ero rimasta davvero affascinata dal loro mondo, completamente differente dai cavalli con i quali ero già abituata. Un mondo fatto sicuramente da tanta testardaggine ma allo stesso tempo anche da un bisogno immenso di stare a contatto con chi li curava, fino a creare un feeling particolare che una volta instaurato eliminava completamente la loro ombrosità,  portandoli ad interagire in simbiosi con l’uomo.
Tramite un mio amico, che aveva saputo di questo signore che voleva dare via il mulo, il giorno dopo sono andata a vederlo. Una volta arrivata il proprietario mi ha raccontato la sua storia, ma non voleva darlo a nessuno poiché aveva paura potesse fare davvero del male alle persone perché ormai la sua prima reazione era di calciare chiunque si avvicinasse.
Vidi in un angolo di un recinto questo muletto un po’ smagrito, era tutto muso e orecchie, e aveva uno sguardo smarrito, mi avvicinai e scappo’ subito, riuscii a concordare con il proprietario che se si fosse fatto avvicinare almeno un minimo lo avrei portato via da li.
Dopo un pomeriggio passato a rincorrerlo evitando doppiette finalmente fece lui dei passi verso di me, forse aveva capito che non avendo fruste in mano non volevo fargli nulla di male, fu così che gli misi la capezza. Lo portai fuori da quel paddok e con molta calma e pazienza lo feci entrare nel trailer.
E’ iniziato così un lungo periodo ‘riabilitativo’, andato a buon fine. Decisi di chiamarlo Kalimero, come il famoso pulcino scartato da tutti perché piccolo e nero;  lui è stato un po’ come quel il pulcino, incompreso ed evitato  da tutti.
Ultimamente mi sono avvicinata ad una nuova disciplina portata per la prima volta in Italia dal proprietario del maneggio dove tengo Kalimero, il Signor Luigi Gasponi del Gold Ranch, il ‘Mountain Trail’, che consiste nell’effettuare percorsi simili a quelli che si trovano naturalmente in montagna con la maggior precisione possibile nella varie andature, mettendo alla prova le capacità del proprio equide.
Decisi di iniziare questa nuova disciplina con Kalimero, dato che i muli hanno una naturale attitudine nell’effettuare particolari percorsi o passare su stradelli strettissimi senza alcun problema.
Dopo molto allenamento ci siamo iscritti alla prima tappa del Campionato Regionale Laziale di Mountain Trail portato a Fiera Cavalli a Roma quest’anno 2016 proprio dal Signor Luigi, dove con molta sorpresa all’inizio e tanta soddisfazione in seguito siamo riusciti a portare a casa ben due coppe in due diverse categorie.
Ad oggi, ripensando a questi ultimi anni passati con Kalimero, e riflettendo alla fine che avrebbe potuto fare, non c’è gioia più  immensa di arrivare al maneggio e sentirlo ragliare insieme al nitrito del mio cavallo Kimbo (coppia ormai inseparabile) appena arrivo.