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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Attori a cavallo, non tutti da dieci e lode!

Michele Riondino in una scena de
Michele Riondino in una scena de "La mossa del cavallo"

Giugno, tempo di pagelle. E allora diamo un po' di voti (scherzosi ma non troppo) agli attori del nostro cinema  che abbiamo visto a cavallo nei film del secondo dopoguerra. E' vero che nelle scene più complicate di solito si usano le controfigure. Ma è altrettanto vero che il pubblico ha ormai uno sguardo smaliziato e che preferisce vedere in sella il vero protagonista.
Poiché abbiamo già parlato in un'altra rubrica della monta di Amedeo Nazzari, cominciamo con quello che è stato considerato uno dei più grandi attori del  nostro cinema: Gian Maria Volontè. Che a cavallo ha montato in diversi film western, primi fra tutti "Per un pugno di dollari" e "Per qualche dollaro in più". Monta  all'americana, una certa disinvoltura ( montare e recitare non è facilissimo per chi non ha consuetudine con la sella) ma niente di più. Diciamo che  ( come cavaliere) merita una semplice sufficienza.
Bravissimo, invece, Michele Riondino, che abbiamo recentemente visto in tv nello sceneggiato tratto dal libro di Camilleri "La mossa del cavallo" ambientato  nella Vigata dell'800. Galoppi veloci,  anche in discesa,  grande disinvoltura, redini tenute con stile...  Si capisce che fra lui e l'equitazione il rapporto è fervido e felice. Chapeau.
A suo agio in sella anche Franco Nero, che ha traversato per più di quarant'anni ogni filone del cinema d'avventura, dal western fino allo sceneggiato su Garibaldi diretto da Luigi Magni. La sua è una monta da lavoro, senza particolari finezze.
Inutile dire che anche Terence Hill se la cava con disinvoltura. Non solo nei panni del simpatico cow boy  del ciclo di Trinità, ma anche come uomo amante della natura ne "L'uomo che sognava con le aquile". La sua è una monta western, solida, senza fronzoli, efficace. Ne "L'uomo che cavalcava nel buio" in cui è un cavaliere-istruttore di una ragazzina che fa salto ostacoli è evidente che si muove in territori poco conosciuti.
Cavaliere di  stralunata ed efficacissima presenza è Vittorio Gassman, nei panni di Brancaleone da Norcia, in sella al suo Aquilante.  Staffato lungo com'era in uso nel Medio Evo, alle prese con le difese di un cavallo che ha la cocciutaggine e le orecchie  di un mulo, Gassman è davvero indimenticabile. Si sa che sapeva montare, si sa che ha sempre avuto una mirabolante prestanza fisica... E dunque è facile  capire che i tuoi "litigi" con il destriero Aquilante sono tutti voluti dal copione.
Bravi, e indimenticabili, i due ragazzini di "Sciuscià", che tentano di evadere dalla loro vita disperata andando a montare al galoppatoio di villa Borghese e sognano di comperare il cavallo a nolo di nome  Bersagliere. Franco Interlenghi e Rinaldo Smordorosi, i due adolescenti che montano con le scarpe rotte e i pantaloni corti, hanno la grazia elastica dei bambini che in sella non hanno paura.
Le dolenti note  toccano invece a Sergio Rubini, che  - in qualità di regista e di protagonista di un film intitolato "Il viaggio della sposa" con una esordiente e bravissima Giovanna Mezzogiorno -  interpreta un uomo di cavalli del '600 che non sa leggere e scrivere, ma sa soltanto montare.  Peccato che nel momento in cui sale in sella  mostri tutta la sua pochezza. E pensare che montare bene è il tratto connotativo del suo personaggio.  Dunque pollice verso come  cavaliere e come regista.
Passando alle donne, bravissima Greta Scacchi, che nei panni di una nobildonna inglese, fugge a cavallo nel film "Misfatto bianco" traversando mezzo Kenia. Molto brava anche ( stiamo sconfinando in campo europeo) Juliette Binoche, che attraversa a cavallo la Francia del '700 nel film "L'ussaro sul tetto". La costumista Vera Squarciapino ha immaginato per lei un costume sontuoso che le pemette di montare alla maniera maschile, come allora non accadeva. Ma il cinema ha il diritto di regalarsi queste libertà. Davvero meravigliosi anche i cavalli (addestrati da Mario Luraschi).
Un'altra  convincente signora a cavallo è Kristin Scott Thomas, che sapendo montare abbastanza bene, sceglie spesso ruoli di nobildonna inglese: un titolo per tutti "Matrimonio all'inglese". Ma che poi si sa dedicare alla monta americana ne "L'uomo che sussurrava ai cavalli".  Film di produzione statunitense, diretto dal grande Robert Redford.  In queste righe non abbiamo alzato lo sguardo sugli attori  e le attrici del cinema americano. Che - non solo  nel genere  western -  a cavallo se la cavano niente male. Peccato siano troppi per poterne parlare in poche righe.  Abbiate fiducia, verrà il loro turno.