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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Assogaloppo, appello agli ippici di buona volontà

ASSOGALOPPO COMUNICA” Siamo all'atto finale che, dopo una lunga agonia, consegnerà la nostra ippica alla storia come uno Sport che a inizio del terzo millennio fu avviato ad un declino che in pochi anni ne produsse la conclusione.
Eppure possiamo e dobbiamo ancora fare uno sforzo, per non lasciare intentata nessuna ipotesi e sperando di produrre quel guizzo che, nelle corse che tanto ci stanno a cuore, certi cavalli riescono a realizzare ai 100 metri conclusivi; quel “colpo di reni” che sprigiona energie impensabili e risolve una corsa, lasciandoci, esultanti, a un metro dal suolo.
In questi ultimi tragici momenti si sono moltiplicate le proposte, e le diverse strade da percorrere, le opposte strategie da adottare per rilanciare l'ippica, ci hanno separato, sgretolando la nostra risposta ad un Sistema che, con estrema sagacia, ci ha condannati a morte.
Ma c'è una cosa sulla quale, mi sento di poter affermare, ci troviamo ancora tutti d'accordo: la speranza del rilancio non può che partire dalla riforma delle scommesse. Questo è forse l'unico punto d'incontro delle diverse strategie, (forse meglio indicate come “fazioni”), e che può fare da collante per una immediata azione comune.
Individuato il punto d'incontro, con facilità possiamo indicare il principale responsabile: A.A.M.S. (o Ufficio delle Dogane, non importa..) coi suoi dirigenti e in deroga ai suoi doveri istituzionali, ci ha vistosamente boicottati e continua da anni a farlo impunemente.
Per disinnescare la nostra reazione hanno raccontato, in diverse riprese, di tutto: che avrebbero in pochi giorni attivato i nuovi giochi; che si sarebbe giunti a breve al totalizzatore unico; che alcune lungaggini erano da attribuire a SOGEI; che la “quota fissa” non avrebbe incrementato le scommesse; che il maggior “pay-out” non interessa i giocatori eccetera. E intanto sono passati anni. Anni in cui ogni giorno l'emorragia delle nostre scommesse ha svuotato le casse e decimato le nostre risorse, mentre le “panzane” che quei signori ci raccontavano venivano regolarmente smascherate, oltre che dal buon senso, da eventi eclatanti accaduti per iniziative private. (e di cui “l'evento” BET FLAG non è che la punta dell'iceberg).
Togliamo di mezzo, o se volete “congeliamo”, i progetti vari, di cui, prima o poi, dovremo discutere tutti insieme, democraticamente e pubblicamente, e, intanto, concentriamoci TUTTI, per l'ultima battaglia.
Organizziamo una azione unitaria e potente nei confronti di un avversario da tutti riconosciuto come tale, e disputiamo questa “ultima corsa” come fossimo tutti della stessa “scuderia”!
Credetemi: non c'è altro da fare."