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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Analizzare il comportamento per conoscere il cavallo

Il bellissimo Orfeo e...la neve!
Il bellissimo Orfeo e...la neve!

Tutti vorremmo essere in grado di risolvere i problemi comportamentali del nostro cavallo, è   un classico,. Su locandine e pubblicità di addestratori  si trova scritto: risoluzione problemi, addestramento cavalli difficili e  cose simili.  Agire su un comportamento è  solo la punta dell'iceberg. Il compito più difficile è  capire perché il cavallo manifesta quel comportamento, se non lo facciamo correttamente rischiamo di agire sugli effetti e non sulle cause, essere completamente inefficaci, in errore o reprimere il comportamento senza avere avuto modo di capire cosa realmente manifestava il cavallo.
Capire il perché di un comportamento prende il nome di analisi del comportamento e viene studiato all’interno di una vera e propria scienza del comportamento.  Di seguito alcune riflessioni  mie e di Michaela  Hempen davanti a una tazza di tè.
Prendiamo come esempio per questa riflessione insieme, un cavallo alla corda e uno specifico comportamento in un dato giorno e condizioni.  Il soggetto in questione, a una prima analisi, sgroppa e calcia. Osserviamo con molta attenzione ciò che si presenta: a mano sinistra manifesta un trotto regolare, calmo, attenzione alle richieste e serenità, a mano destra invece agitazione, lieve irregolarità,  sgroppate e ansia. Entriamo più nello specifico, l’irregolarità del movimento è data da un passo più corto di un arto posteriore rispetto all’altro, il soggetto stringe il circolo a questa mano e l’ansia si manifesta anche vocalizzando, non c'è sudore, il comportamento  termina quando il cavallo si ferma e bruca l’erba. In questa prima fase annotiamo esattamente tutto ciò che vediamo prima di procedere ad analizzare il  comportamento. E’ il momento di esaminare ogni possibile causa, cercando di metterci nei panni del cavallo in modo analitico e oggettivo, ogni nostra conclusione dovrà essere convalidata dall’analisi oggettiva dei fatti.

1)La prima domanda che dobbiamo farci è “cosa fa male?”, si tratta dell'approccio  veterinario che vede il comportamento  come un sintomo di una patologia. Potremmo scoprire  ad esempio che il cavallo presenta un problema a uno specifico arto per cui manifesta ansia e agitazione quando questo viene sovraccaricato. Alla diagnosi seguirà un'eventuale cura e con questa la possibile risoluzione  del problema comportamentale. È una delle prime domande da porsi per evitare di ignorare una causa fisica che potrebbe evolvere in peggio. Nella mia esperienza, moltissimi dei cavalli “difficili” con cui ho avuto a che fare, presentavano un problema fisico sfuggito ad altri addestratori.

2)Il cavallo è  represso nelle sue esigenze naturali? Questo è  l’approccio gestionale, importantissimo, spesso risolve gran parte delle problematiche. Un esempio su tutti, il cavallo è  chiuso in box da giorni e manca di esplicare i bisogni sociali e di adeguato movimento nell’arco della giornata, sgroppando sta forse manifestando questo bisogno-mancanza? Nel nostro caso l’osservazione del comportamento  esclude questa causa, il cavallo manifesta ansia, esuberanza e agitazione  solo a una mano. Anche in questo caso, gran parte dei problemi che i cavalli ci pongono sono causati da una vita inadatta e frustrante in poco spazio e privati di socialità con i loro simili.

3)Passiamo a valutare la terza possibilità attraverso la domanda: questo comportamento  “a cosa serve in natura”? Siamo arrivati all'approccio etologico, questo spiega il comportamento  sulla base della genetica e della selezione naturale, spiega la tendenza di una specie ma non la soggettività che è frutto delle esperienze individuali. Il comportamento ansioso dal lato destro potrebbe ad esempio essere spiegato con la differenza visiva e interpretativa tra i due occhi.

4)Quale è  la funzione di questo comportamento? L’approccio dell'apprendimento cerca di spiegare il comportamento sulla base dell’esperienza e analizza l’associazione tra antecedenza del comportamento-comportamento-conseguenza.  In questo caso esiste un segnale che induce il comportamento, questo sarà ripetuto o meno in base alla conseguenza. Una possibilità riferita al nostro caso potrebbe essere: si chiede al cavallo di trottare, il cavallo sgroppa, il proprietario ferma il cavallo per capire la situazione. In questo caso, il cavallo potrebbe imparare che se sgroppa dopo una richiesta di trotto, potrà fermarsi subito dopo. La funzione della sgroppata sarebbe di terminare il trotto. Rimane comunque da chiedersi perché il comportamento si manifesti solo a una mano, il che fa pensare a un problema veterinario o, molto comunemente,  alla naturale asimmetria di ogni cavallo (preoccupazione basilare di ogni addestratore).
5) Quindi la doverosa domanda, il problema può essere causato dall’equitazione che pratichiamo ? Si tratta dell'approccio equestre che risolve moltissimi problemi comportamentali. A provocare ansia e irregolarità, solo da un lato in questo caso, potrebbe essere, ad esempio, la sella deformata da un lato, il nostro equilibrio sbilanciato, un arto debole per l’asimmetria del cavallo, il dorso affaticato o non correttamente preparato nella pratica a portare il nostro peso. Queste problematiche si manifestano presto come di tipo veterinario ma la loro soluzione è  da ricercare nell’attività che pratichiamo e nella preparazione  ginnica associata. L'equitazione  dovrebbe essere al servizio del cavallo, garantendogli longevità e piacere nell’attività equestre, parallelamente  al nostro divertimento e agli scopi per i quali cavalchiamo. Nella nostra esperienza, le basi di questo benessere in equitazione  sono da ricercare nei principi equestri classici.
Abbiamo valutato un comportamento tramite un approccio analitico (il soggetto in questione è  solo un esempio) che ci ha permesso di  escludere cause rilevanti e proseguire il lavoro sulle basi dei fatti e di ciò che è  più giusto per il cavallo in quel determinato momento .
Analisi del comportamento, scienza del comportamento e dell'apprendimento  sono solo alcuni dei temi trattati durante la conferenza di luglio 2019 presso la mia struttura in provincia di Parma, i docenti sono esperti riconosciuti a livello mondiale e i posti rimasti sono veramente  pochi . Contattare Michaela Hempen per info e iscrizioni, ecco il link al sito con la descrizione : https://www.clickertrainingpferde.com/clicker-training-and-behaviour-science-summer-camp/