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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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ANACAAD, c'è un futuro per l'ippica?

Lettera aperta dell'ANACAAD al Presidente della Repubblica                               
Al Presidente del Governo Italiano
Al Presidente del Senato della Repubblica
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente della Regione Autonoma della Sardegna

Illustrissimi,uno Stato equo e governato da persone intelligenti non può abbandonare il comparto ippico, in primis per la sua importanza nell’economia rurale, quindi, se giustamente sostenuto con un’appropriata fiscalità di vantaggio e finanziamenti adeguati che possano consentire agli investitori privati serie programmazioni, per l’economia reale di tutti i settori produttivi del nostro Paese e per l’erario.
L’art. 15 del collegato agricolo in terza lettura al Senato, col massimo rispetto per l’attività e l’impegno del Parlamento e pur se carico di buone intenzioni nei riguardi del riassetto del settore ippico, se attuato nei tempi e modi indicati non porterà ad una ripresa, ma procrastinerà ineluttabilmente di qualche anno la morte dell’ippica italiana, con effetti gravissimi per tutti…o quasi, come spesso accade in Italia.
Naturalmente l’Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Anglo Arabo e Derivati, signor presidente Renzi, non è depositaria del Vangelo, quindi, non è infallibile e non chiederà giuramenti ad alcuno. Comunque, nei “miracoli” vogliamo crederci e, nell’attesa dei decreti legislativi per il riassetto del settore ippico e per il riordino dell'assistenza tecnica agli allevatori, nonché per la revisione della disciplina sulla riproduzione animale, ci sforzeremo per non perdere la speranza, anche se la “nostra resilienza” è a dura prova da anni.
Siamo ora seriamente nelle mani del Governo italiano e, per quanto concerne il cavallo Anglo Arabo, anche in quelle della Giunta della Regione Sardegna. Dobbiamo, però e con rammarico, segnalare un atteggiamento negativo sia da parte del MiPAAF e sia da parte dell'Assessore Tecnico all’Agricoltura della Regione Sardegna.
Il MiPAAF non risponde neppure sulle questioni inerenti al Libro Genealogico del Cavallo Anglo Arabo che, al momento, gestisce e controlla in proprio, senza una Commissione Tecnica Centrale attiva. Non si può essere, quindi, più di così, controllori di se stessi.
L’Assessore all’Agricoltura della Regione Autonoma della Sardegna, oltre ad avere nei confronti dell’A.N.A.C.A.A.D. un atteggiamento supponente finora immotivato, sta dimostrando scarso rispetto dell’Istituzione che rappresenta con dichiarazioni e scelte, quantomeno, opinabili e incongruenti, purtroppo, mai stigmatizzate dal presidente della Giunta, che pare vivere su un altro pianeta.
L’Associazione scrivente ha massimo rispetto di tutti e reclama altrettanto; naturalmente può fornire prove di quanto scrive e, se necessario, si riserva di adire le vie legali per tutelare i diritti del cavallo Anglo Arabo e dei suoi allevatori.
Cogliamo l’occasione per ringraziare i Senatori Angioni, Bertuzzi, Cucca, Gaetti, Lai, Tarquinio per l’attenzione dimostrata e, particolarmente, i Senatori Consiglio e Candiani per il fondamentale supporto tecnico al Senato e l’On. Vargiu alla Camera dei Deputati.
Pur avendo tante cose da scrivere e/o dire, ci limitiamo per ora a questo e chiediamo concretezza, non assordanti silenzi o parole vuote. Non abbiamo, sia chiaro, nessuna intenzione di abdicare alla libertà ed ai pochi diritti rimasti. Distinti saluti.