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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Amarcord... Omaggio a Benetti e Di Nardo due grandi del galoppo

Ne sono rimaste poche di grandi scuderie sulla scena del galoppo italiano, un tempo numerose e cariche di gloria, non solo Dormello che imperversava dall'alto della sua classe, ma il Soldo, la Mantova, l'Aterno nel contesto romano, e Vittadini con la sua esterofilia senza confini, l'Inghilterra e niente più, ma anche la gioia di vedersi consegnare dalla Regina il trofeo in palio nelle King George, al termine di quel duello epico tra Grundy e Bustino, forse lo scontro più palpitante e memorabile, scariche di adrenalina a gogo e il cuore impazzito che fa le capriole, mai vissuto sul terreno di Ascot. Nicolò Incisa ogni tanto propone qualche buon soggetto e c'è mancato poco che non centrasse anni or sono il Parioli come ai bei tempi, e sulla breccia rimane la Fert di Paolo Ferrario, con le lacrime agli occhi dopo le ultime imprese dei suoi alfieri, tutti vittoriosi, l'ultimo Plougastel nella tradizione della gloriosa casacca paglierino, quando Mario Benetti comandava in regia e Di Nardo puntuale, sicuro, implacabile nelle sue strategie faceva sfoggio in sella di lucidità e talento.
Benetti è un bel ricordo che ci portiamo dentro, il trainer infallibile, il maestro per intere generazioni di tecnici, che forse ingiustamente credono di poter fare a meno dei suoi insegnamenti, tronfi di qualche successo che poi fatalmente si spegne e li trascina nell'oblio, perché Benetti era unico e di figuranti poi sulla scena ne sono apparsi tanti dal giorno del suo addio. E Antonio Di Nardo anche lui strepitoso, di cui nessuno conosce ora il destino, dimenticato e scivolato nell'ombra quasi senza rimpianti, finché un giorno, speriamo lontano, qualcuno ci dirà che se n'è andato, magari come Atzori e altri della vecchia guardia, senza che nessuno abbia fatto nulla per mantenerne vivo il ricordo, per esaltarne le magie e i virtuosismi, che soltanto lui sapeva regalare al suo pubblico. Allora pronunceremo con falso rimpianto parole inutili, vane, anche goffe, anche banali, mentre basterebbe agire quando ancora tutto è possibile,tendere una mano a Di Nardo e riportarlo con dignità nel suo mondo.