Agenzia di informazione indipendente

di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

Articolo completo

Amarcord... Il mito Tenerani compie 70 anni

Il 1947 fu il grande anno di Tenerani, il dormelliano conosciuto dai piu’ come padre dell’immenso e unico Ribot ma che ha ragioni tutte sue affinchè le pagine della sua carriera agonistica abbiano posto nella storia del nostro turf. Il suo curriculum in corsa dice di 7 corse a due anni con tre successi dai 1000 ai 1400 metri. Eppure quel cavallo mai amato da Tesio forse per un modello non accattivante non era frutto del caso ma il prodotto di un percorso di studi genealogici del mago di Dormello.
Tenerani era figlio di Bellini, a sua volta erede di Cavaliere d’Arpino, dunque un pedigree raffinato e di alta qualità, fatto in casa, con una linea diretta il cui approdo sarebbe stato uno splendido cavallo da Coppe, dote che in razza Tenerani avrebbe trasmesso alla sua progenie. A tre anni con il passaggio d’età il figlio di Tofanella (linea di Apelle, il primo cavallo allevato in Italia di livello internazionale) si espresse subito in netto progresso vincendo alla ricomparsa il Premio Merano a San Siro. Battuto dal compagno Duccio nel Filiberto, Tenerani centrò il successo nel Derby. Dopo il traguardo di Roma la campagna primaverile lo vide al proscenio nel Gran Premio d’Italia e nel Milano.
In estate il dormelliano fu inopinatamente battuto a Merano da Zambra, cui rendeva tre chili, per poi tornare in evidenza nell’autunno di quel 1947 riportando il trittico St. Leger Italiano-Jockey Club (Duccio relegato a 10 lunghezze) e Premio Duca d’Aosta. La stagione di tre anni si concluse con uno score di 7 vittorie in 9 corse.
A quattro anni il figlio di Bellini fu quasi imbattibile, con l’unica sconfitta ad opera della compagna di colori Astolfina nel Milano e il bottino di 7 successi in 8 corse. La grandezza di Tenerani è sintetizzata dai due successi all’estero, la prima ad Ascot nelle King George VI and Queen Elizabeth Stakes, sconfitto l’americano Black Tarquin, la seconda nella Goodwood Cup battendo il francese Arbar.
Entrato in razza nel 1949, dopo aver fatto la monta in Italia fu trasferito nel 1952 in Inghilterra dove dette qualche buon prodotto, fra i quali Tenterhooks (Goodwood Cup), Fighting Charlie (Ascot Gold Cup per 2 volte) e Bonnard (Doncaster Cup), mentre in Italia già alla prima annata aveva dato sua maestà Ribot e nel 1953 Tissot, vincitore del Premio Emanuele Filiberto, del Gran Premio d'Italia, del Gran Premio del Jockey Club, del Premio Roma, della Coppa d'Oro di Milano e del Premio Presidente della Repubblica.