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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Alessandra Deerinck ci parla del suo metodo

Alessandra insieme ad uno dei suoi cavalli
Alessandra insieme ad uno dei suoi cavalli

Tradizionalmente, l'interazione tra uomo e cavallo avviene attraverso l'addestramento, condizionando i cavalli a rispondere a determinati stimoli. In realtà, per le possibilità della risposta comportamentale, le azioni  frutto dell’addestramento, coesistono ancora con istinti, esperienze ed emozioni. Reazioni  difficili da controllare se il cavallo non ci risponde, per le condizioni nelle quali  si trova al momento della richiesta.
Nella nostra esperienza equestre tutti abbiamo vissuto questo tipo di situazione che potrebbe essere anche pericolosa. Proprio per cercare di ovviare a questa situazione ho studiato il processo di apprendimento e la comunicazione spontanea attraverso il comportamento, applicandoli alla relazione con il cavallo. Ogni momento passato con un cavallo è importante che sia positivo per entrambi i componenti del binomio.
Un’idea di come dovrebbe essere la relazione con il cavallo me la diede Maslogarth, un cavallo da corsa molto speciale con cui lavorai a Milano e con il quale instaurai un rapporto di grande armonia, ma soprattutto una comunicazione molto efficiente. Io non sono una persona "nata con i cavalli". I miei genitori mi hanno lasciato andare a cavallo per alcuni anni, ma in seguito hanno deciso che era troppo pericoloso.
Non avendo la possibilità economica per seguire la mia passione cercai di soddisfarla andando a lavorare nella pista da corsa  la mattina presto, prima di andare a scuola. Non ero in grado di permettermi un mio cavallo, come altri cavalieri dilettanti, e non avevo il tempo di diventare un fantino professionista perché stavo studiando per diventare medico veterinario.
La ricompensa per il mio lavoro in pista è stata la possibilità di gareggiare in alcune gare aperte ai dilettanti, che mi hanno regalato quel brivido e quelle forti emozioni che tanto piacciono ai giovani. Sono anche molto grata ai miei genitori per aver insistito sul fatto che finissi la Scuola di Medicina Veterinaria presso l'Università di Milano.
Il tempo che ho passato in pista è stato importantissimo per la mia vita e ho incontrato alcuni grandi cavalieri, come Enrico Camici, il fantino di Ribot e Alain Kerbiriou, un allenatore francese che mi ha mostrato alcuni standard per la personalità del cavallo da corsa che erano molto insoliti e sono rimasti con me per il resto della mia vita. I cavalli di Alain erano così ben equilibrati che potevano avere un coniglio per compagno di box, come Caburrum che ho montato in allenamento per molto tempo e con cui ho vinto la mia prima corsa. Il coniglio dormiva accanto a lui e Caburrum non si alzava finché il coniglio non si muoveva in una posizione sicura.
Quando ho cominciato a lavorare con Maslogarth (che era stato domato da poco), ho applicato quegli standard alla nostra relazione. Quando ci siamo incontrati, Angelo Garbati aveva circa sessant'anni e ho iniziato ad aiutarlo montando Maslogarth durante l'allenamento mattutino. Maslogarth era piuttosto grande come yearling, ma molto docile, così finì per diventare il preferito di tutti. Dopo l'allenamento quotidiano, mentre gli facevo la doccia o semplicemente lo passeggiavo per farlo asciugare, non lo tenevo legato e lui rimaneva con me spalla a spalla come un amico. Lo montavo anche senza sella con la briglia, o solo una cavezza e una corda girando intorno alla scuderia. Maslogarth imparò a bere dal getto dalla canna dell’acqua e a raccogliere carote che gli buttavo a terra mentre lo montavo. Tutto questo accadeva mentre intorno a noi altri cavalli agivano in modo molto diverso, con il tipico comportamento del cavallo da corsa.
Per l'atteggiamento di Maslogarth un giorno Angelo è stato invitato a usarlo per girare uno spot pubblicitario per la pista. Lo montai senza sella, in pista per un breve galoppo all’alba, e non dimenticherò mai quell'esperienza mattutina. Dopo il ritiro dalle corse Maslogarth diventò la mascotte dell’ippodromo di S. Siro e la Società Milanese Corse Cavalli gli mise a disposizione un box e una selleria a titolo completamente gratuito per il resto della sua vita.
Quando ero giovane, ero molto orgogliosa del mio modo di comunicare con i cavalli, ma non ero in grado di spiegare in dettaglio a nessuno come potevo farlo così chiaramente.
Sapevo che non si trattava di trick training ma che era piuttosto  un modo spontaneo e la migliore spiegazione che potevo dare era che io li amavo e loro mi rispondevano allo stesso modo, il che era certamente vero, ma di nessun aiuto per gli altri.
Dopo essermi laureata in Medicina Veterinaria, aver lavorato come addestratrice e istruttrice, ho studiato in modo scientifico la relazione con il cavallo. Quello che avevo imparato da Maslogarth e da altri cavalli da corsa è stata la base di partenza da cui ho sviluppato Human Horse Sensing. La relazione che si riesce a sviluppare con questo metodo è stata applicata a cavalli che hanno partecipato a competizioni di endurance, dressage, salto ostacoli, tiro con l’arco, caccia alla volpe e persino parate.
Human Horse Sensing è un sistema per comunicare con il cavallo attraverso un dialogo dinamico basato sul comportamento, che ci consente di gestire la relazione mentre avviene e di non essere limitati dai rigidi confini dell'addestramento.
La relazione tra uomo e cavallo, entrambe specie naturalmente sociali, è considerata come un evento spontaneo in cui la comunicazione con il cavallo è modulata attraverso il movimento, (considerando il senso attraverso il quale è ricevuta) e può essere applicata in qualsiasi disciplina equestre a terra (attraverso la vista, l'udito e il tatto) e in sella (attraverso il tatto e l'udito). Nell’interazione con un cavallo, se riceviamo la risposta che stavamo cercando la nostra comunicazione è appropriata, se invece otteniamo una risposta diversa occorre riformulare la richiesta, escludendo la punizione  che farebbe sì che il cavallo finisca con l’evitarci. Non vanno mai usate   la forza e la paura perché à scientificamente provato che possono innescare una reazione pericolosa mettendo in moto l’istinto di sopravvivenza dell’animale.
Attraverso la sperimentazione del tipo di relazione sopra accennata   abbiamo formulato alcuni parametri che monitoriamo e moduliamo attraverso quei movimenti  che sono naturalmente comuni sia all’uomo che al cavallo in quanto hanno un significato sociale connesso al comportamento istintivo. Human Horse Sensing Horsemanship costruisce una relazione sociale dinamica, che può essere modulata in tempo reale, attraverso la quale diamo alle nostre azioni una forma che i cavalli capiscono e cui vogliono partecipare liberamente perché non sono spaventati nè disturbati. Di conseguenza, quando i cavalli sperimentano una piacevole interazione, gradiscono passare il tempo con gli esseri umani, anche quando questo comporta la pratica di una disciplina equestre.
In Giugno saremo in Italia e offriremo due corsi. Nei giorni 14, 15 e 16 giugno saremo all’Azienda Agricola Nidodelfalcone (contatto Bruno Dorigo 335 6063633), a Monteleone d’Orvieto nella splendida cornice dei colli toscani. L’azienda offre anche alloggio, con ristorazione e piscina, fino a esaurimento della disponibilità. Il 21, 22 e 23 Giugno saremo ospiti del Centro Etologico Friulano (contatto Cristina de Marco 328 544 9093) a Trivignano Udinese e terremo lo stesso programma.
Questo metodo che è anche oggetto di un libro pubblicato in inglese (Human Horse Sensing Horsemanship), che sarà tra breve pubblicato anche in italiano dalla casa editrice Equitare.
Il corso Human Horse Sensing osserva il comportamento equino, come espressione completa dell’individuo e insegna come dare una struttura alla relazione tra uomo e cavallo che si può modulare come se fosse un linguaggio. La socialità, gli elementi fisici della comunicazione, la leadership tra uomo e cavallo sono affrontate e sviluppate in dettaglio, assieme a come usare efficacemente i  nostri sensi per comunicare con e senza i finimenti.
I nostri corsi insegnano gli elementi della comunicazione, il resto della storia appartiene a voi e al vostro cavallo. Per partecipare non è richiesto alcun requisito particolare all’interno del tradizionale panorama equestre. Qualsiasi obiettivo desiderato, può essere raggiunto attraverso la relazione con il cavallo che sceglie liberamente di farne parte. Questo metodo è per proprietari, cavalieri, allevatori, professionisti, dilettanti, e chiunque sia interessato a imparare come il cavallo vive, pensa, impara, comunica e gioca vedendo le cose dal suo punto di vista. Il risultato della relazione è il prodotto delle possibilità che creiamo e in cui riusciamo a coinvolgere il cavallo senza usare la forza.
Per ulteriori informazioni sul nostro metodo e sui nostri corsi tradizionali e online, visitate il nostro sito Web www.hhsensing.com telefonate al +1 760 715 1554 o inviate un'e-mail all'indirizzo hhsensing@icloud.com