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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Alduino Botti, la classe non tramonta mai

A qualcuno piace caldo l’epilogo di un evento atteso come il Pisa, due in lotta finché il disco rosso non li separa all’ultimo tuffo, Amore Hass, con Pinna che esulta e inumidisce gli occhi dalla gioia, e Biz Power, stesso training, stessa regia, Alduino Botti in cattedra da gran maestro, la stagione che prende le mosse ancora con un suo trionfo, en-plein meritato, anche se c’è chi storce la bocca e non gli va giù che tutte le vittorie nascano a Cenaia.
La folla ondeggia nei recinti di San Rossore, tempo bigio, non ci voleva, ma la passione è una molla che spinge verso la pineta quando la primavera chiama a raccolta i 3 anni buoni in odore di classiche, perché la listed del Prato degli Escoli rimane per noi ,come un tempo, la corsa più bella  e avvincente che apre le ostilità e proietta i giovani verso il Parioli.
A Roma ci saranno Amore Hass e Biz Power, in un remake che promette scintille, due puledri in divenire, carichi di ambizioni, sicuramente ancora inespressi, ma  pronti a battersi con impegno e vigore, perché la qualità non difetta ad entrambi, il vincitore soprattutto con un “padre” Aga  Khan e la solidità di Lombard che spicca nel suo background e lo spinge oltre i 1600. Per i Botti è l’ennesima pagina da incorniciare, dopo le mete lontane di Drobny, di Spegass (anche lui come Amore della Rencati, che l’anno dopo, era l’86, si vide privata di un doppio folgorante per la retrocessione di Svelt vittorioso tuttavia nel Parioli), e ancora in epoche meno remote di Lupescu, di Bravo Tazio e Clockwinder, il filo d’oro che lega questi successi continua e promette nuovi prestigiosi traguardi.
Un solo momento buio per il gioiellino di Salice, a Roma l’autunno scorso nel Berardelli, giornata storta, terreno da far paura e quello di Capannelle quando piove nasconde mille insidie, e lui, Amore Hass che si smarrisce, viene avanti a fatica, ci prova a metà retta, ma poi l’azione non è più quella agile e sicura, delle due prove d’esordio e alla fine
getta la spugna dopo un’esibizione senza costrutto e dubbia nella  valutazione come s’è visto domenica a San Rossore. Nelle occasioni che contano Alduino mette in vetrina i suoi pezzi pregiati, attento e meticoloso nella preparazione,  intuito e professionalità, in hoc signo si direbbe, perché questa è la sola via da seguire per cavalcare così a lungo l’onda del successo.
Bene anche Law Power, terzo con onore, schierato al top da Santini, trainer in continua ascesa, pieno di amorevoli cure verso i suoi pupilli, abile nelle scelte e ancora protagonista sul tracciato pisano che salutò nel 2014 il suo trionfo più bello con Salford Secret.
L’Alfea per chiudere, Società che meriterebbe ben altra considerazione in alto loco, per lo spettacolo che ancora una volta ha saputo proporre, impeccabile e ricco di motivi, scandito da eventi carichi di significato, gare animate e palpitanti come non avviene su altri campi più blasonati, e un’organizzazione superba, perché  l’amore per i cavalli nella Newmarket italiana non tramonta mai.