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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Addio a Daniele Porcu, fantino romano di 34 anni

ROMA. Daniele Porcu ha cercato di vincere anche la corsa più difficile, ma s’è dovuto arrendere. Una crisi cardiorespiratoria ha stroncato la resistenza del 34enne fantino romano, che da un po’ di tempo all’Ospedale San Raffaele di Milano si stava sottoponendo a intense cure nel tentativo di arginare un devastante tumore che nell'autunno inoltrato lo aveva costretto a interrompere l’attività e del quale lui stesso aveva dato notizia sui social network, raccogliendo un infinito sostegno da parte di colleghi e amici. Figlio d'arte (il padre Salvatore era stato allenatore fino a un paio di anni fa), “Danielino” lascia la moglie Selene.
Porcu aveva debuttato in corsa poco più che 16enne il 14 maggio 1999 a Roma, con Marocc, conquistando la prima vittoria l’8 giugno a Corridonia con Imperial Dance, al quinto ingaggio in carriera. In Italia, dove aveva collaborato principalmente con gli allenatori Luciano D’Auria, Maurizio Guarnieri e Roberto Feligioni, si era distinto per i successi nell’Omenoni 2005 con Krisman, nell’Ambrosiano 2007 con Pressing e soprattutto nel Roma 2008 con Estejo.
Molto apprezzato anche nelle corse sulla neve (aveva vinto il GP a Sankt Moritz nel 2006 con Ianina), in anticipo sull'evoluzione della crisi ippica nazionale Daniele nel 2009 s’era trasferito in Germania, dopo che nel frattempo spesso in Italia era stato utilizzato proprio da scuderie e allenatori tedeschi.
Da principio era stato prima monta della Gestut Auenquelle, poi aveva lavorato con l’allenatore Sascha Smrczek, la Gestut Rottgen e infine il top trainer Peter Schiergen, correndo spesso anche in Francia, Belgio e Svizzera («Per vincere una corsa, non mi dispiace fare chilometri e chilometri in macchina»). Diverse le vittorie in pattern ottenute con i cavalli tedeschi, tra le quali una in Inghilterra nel 2014 con Emerald Star a Lingfield nelle Chartwell Fillies’ Stakes («Puntavamo a far terzi e invece... Arrivammo in ritardo all'ippodromo, dovevo ancora calare un chilo e non riuscii neppure a vedere la pista, prima della corsa»), e in particolare quest’anno con Iquitos a Monaco di Baviera nel Grosser Dallmayr Preis-Bayerisches Zuchtrennen (gruppo 1) e con Wonnemond a Istanbul, in Turchia, nel Topkapi Trophy (gruppo 2). Proprio con Iquitos il 27 novembre aveva disputato a Tokyo la Japan Cup, sua ultima apparizione in pista prima di ricoverarsi a Milano.

Corriere dello Sport - Mario Viggiani - Facebook