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di Rodolfo Galdi e Marialucia Galli

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Ad Atene il congresso su cavalli e malattie infantili

DAL 24 AL 27 APRILE si è tenuto ad Atene (Grecia) il XIV “Congress of Therapeutic Horse Riding”, organizzato dalla federazione internazionale per l’educazione e la terapia con il cavallo HETI (già FRDI) e dal TRAG (Therapeutic Riding Association Greece), che festeggiava il ventesimo dalla fondazione. La sede congressuale era il Royal Palace Hotel e la scelta non poteva essere più felice, vista l’ubicazione dell’edificio proprio di fronte al tempio di Zeus e all’arco di Adriano, mentre dai piani superiori si godeva la vista dell’Acropoli, di sera suggestivamente illuminata.
A completare la magia e l’incanto, nella serata inaugurale la prof. Irene Papageorgiou, archeologa e direttrice del settore preistorico e delle collezioni greche e romane del museo Benaki, ci ha intrattenuto sulla presenza del cavallo nel corso della storia greca, presentando immagini e racconti dalla preistoria all’età classica. Il momento più significativo della presentazione è stata la visione della fantastica processione delle Panatenaiche, scolpita da Fidia nelle metope del Partenone. In essa cavalli e cavalieri sono protagonisti vivi e palpitanti, come lo sono i cavalli descritti da Omero nell’Iliade. Cavalli portatori di sentimenti e di empatia, che la modernità ha tentato di negare, riducendo questi nobili animali a puro mezzo di trasporto e di divertimento. Essi al contrario, proprio per queste qualità, sono il punto fermo di terapie che permettono di considerare il paziente nella sua unicità e nella sua complessità di anima e corpo, sentimenti e funzioni fisiche.
Le relazioni congressuali hanno in genere mostrato una precisa volontà di passare da un’interpretazione empirica e spesso fantasiosa della terapia con i cavalli a una scientificità basata su quelle conoscenze pedagogiche, mediche, riabilitative che da Piaget a Freud ai Bobath costituiscono la base della nostra cultura e del nostro sapere scientifico.

Il Centro di Riabilitazione Equestre Vittorio. di Capua ha partecipato al Congresso presentando due lavori. Il primo lavoro, Cerebral Palsy (Cp) Treated  by Hyppotherapy – sugli effetti dell’ippoterapia nel trattamento di 16 bambini di età variabile dai 4 ai 12 anni affetti da Paralisi Cerebrale Infantile – è stato realizzato dall’équipe medico-riabilitativa costituita dalla dott.ssa Maria Pia Onofri, pediatra e neuropsichiatra infantile, dalla dott.ssa Annalisa Roscio, coordinatrice del Centro, e dalle terapiste dott.ssa Aurora Sotgiu, dott.ssa Roberta Giobellina e dott.ssa Chiara Luzzoli.
La PCI viene definita un “disturbo persistente, ma non immutabile, della postura e del movimento, dovuto a cause pre- peri- post-natali, che agiscono entro il primo mese di vita”. È la più frequente delle malattie neurologiche dell’infanzia, costituendo da sola il 19% dei casi.
La riabilitazione dei bambini con paralisi cerebrale infantile ha attraversato varie mode e vari metodi, che sono oggi superati in quanto non considerano la persona con disabilità nel suo complesso ma si preoccupano di recuperare singoli movimenti, non considerando quegli aspetti percettivi, cognitivi e relazionali che spesso sono determinanti nel condizionare la disabilità di ogni bambino. Il piccolo, colpito in una fase precocissima della vita, non raggiunge in epoca fisiologica le tappe del suo sviluppo motorio e psichico, che – come Piaget ci ha insegnato – nei primi due anni di vita sono intimamente correlate. La patologia favorisce una crescita distorta e sempre più lontana dalla fisiologica in tutte le sue componenti, così che si deve combattere – oltre che la paralisi dello sviluppo – ” lo sviluppo della paralisi.”
Il Centro ha introdotto i cavalli nel trattamento di bambini con disabilità fin dal 1981, nell’idea che il contatto fisico tra il paziente e l’animale e la conseguente attivazione delle strutture diencefaliche deputate ai sentimenti potesse aiutare a definire la propria immagine corporea, favorisse il processo di individuazione e separazione e aiutasse il bambino a strutturare una personalità armonica. Allo stesso tempo il lavoro su una superficie in movimento, come la groppa del cavallo, consente al paziente di ricevere afferenze (propriocettive, vestibolari, tattili, termiche, acustiche, visive, olfattive) e di sperimentare esperienze nel tempo e nello spazio. Il tutto integrato a livello corticale e finalizzato ad acquisire un miglior controllo posturale, un miglior equilibrio, una migliore capacità di programmare ed eseguire gesti. La terapia, svolta in un ambiente stimolante e altamente motivante, spesso con altri bambini, previene quei fenomeni di isolamento e di ritiro che la patologia in sé e l’impegno dei trattamenti medici favorisce.

I cavalli sono preparati da un team equestre guidato dalla dott.ssa Roberta Camoni, seguendo dei principi che rispettano la natura del cavallo ed escludono ogni metodo coercitivo. Dopo un anno di lavoro i cavalli mostrano maggiore elasticità nei movimenti, il passo è più simmetrico, lento, con un ritmo regolare. Gli animali rispondono prontamente ai comandi dolci anche vocali e dimostrano ridotta o assente reattività agli stimoli ambientali, che inducono paura.
I nostri sedici bambini sono stati trattati nel corso del 2011 secondo la nostra abituale metodologia di lavoro. Prima del trattamento sono stati valutati dall’équipe sanitaria che ha raccolto una approfondita anamnesi per valutare la storia clinica, il grado di sviluppo, le terapie in atto o passate, le caratteristiche della famiglia. Una accurata valutazione clinica e funzionale, anche con videoregistrazione, ha permesso di escludere controindicazioni (come le instabilità della colonna, l’epilessia non controllata farmacologicamente ecc.) e di rilevare motivi di precauzione ( es. idrocefalo compensato, displasia dell’anca).
I bambini sono poi stati sottoposti a valutazione con Gross Motor Function Measure, Vineland Scale, Test di Sviluppo o di Intelligenza, Questionario per il linguaggio, Test Proiettivo (test Carta e Matita). Sulla base di questa complessa valutazione per ogni paziente è stato elaborato un progetto riabilitativo con la definizione di precisi obiettivi.
Per ogni bambino è stato scelto un cavallo, che è stato bardato con una copertina e un fascione. Il fascione è dotato di una maniglia morbida o rigida a seconda delle esigenze del trattamento.
I nostri cavalli sono di regola senza imboccatura e i bambini in questa fase non portano il casco.
Le sedute di trattamento (40 in tutto) sono state portate avanti da una terapista e un assistente, entrambi specializzati in Riabilitazione Equestre attraverso i corsi che annualmente si tengono presso il nostro Ospedale, sia per i terapisti che per gli assistenti.

I controlli sono stati effettuati ogni tre mesi mediante valutazioni cliniche, videoregistrazioni e discussioni in équipe. Al termine sono stati ripetuti i test praticati all’inizio.
L’analisi dei risultati ha permesso di concludere che, da un punto di vista strettamente motorio, sono migliorati 15 su 16 bambini. Uno solo è rimasto stazionario. I miglioramenti si sono registrati soprattutto nel controllo posturale, nell’equilibrio e nella programmazione e produzione di gesti. Da notare che 6 di questi bambini non praticavano fisioterapia, ma solo ippoterapia.
I miglioramenti si sono registrati anche a livello comunicativo, sociale e nelle attività della vita quotidiana. A livello linguistico si sono notati progressi non solo qualitativi (aumento del numero di parole, arricchimento della strutturazione della frase), ma anche nella capacità di esprimere sentimenti, vissuti, emozioni della vita di tutti i giorni. Dai disegni è emersa una migliore organizzazione spaziale e dell’immagine corporea, un miglioramento della capacità di simbolizzazione e esprimere vissuti ed emozioni graficamente.
I risultati sono in correlazione:
- con l’età (i bambini più piccoli hanno avuto migliori performance),
- con la presenza o meno di epilessia, che risulta un fattore prognostico sfavorevole,
- con il livello funzionale (i bambini motoriamente più compromessi - livello 5- hanno avuto miglioramenti meno significativi, come pure quelli con il livello migliore - livello 1-, probabilmente perché entrambi i gruppi non sono significativamente migliorabili).
Da tutto ciò si può concludere che l’ippoterapia è utile per promuovere un miglioramento globale del bambino con disabilità, in quanto favorisce il suo sviluppo in tutti i settori e non solo in singole aree disfunzionali.
Dai colloqui con i genitori e con gli insegnanti si è constatato che i miglioramenti sono stati utilizzati al di fuori della seduta terapeutica, a livello relazionale e sociale.

Il secondo lavoro presentato al Congresso (Hippotherapy in Children Affected by Mental Retardation) è il risultato di una collaborazione tra la Facoltà di Psicologia dell’Università di Milano Bicocca (prof. Gallace, dott. Michela Reciputi) e il Centro di Riabilitazione Equestre V. di Capua (dott.ssa Onofri, dott.ssa Roscio, dott.ssa Sotgiu).
Sono stati trattati con ippoterapia 6 bambini affetti da Ritardo Mentale di varia entità. Il gruppo di controllo, che eseguiva trattamenti tradizionali ed era omogeneo al primo per età e gravità della patologia, era costituito da sei bambini con Ritardo Mentale seguiti dall’ equipe territoriale di via Cherasco ( SCNPIA di Niguarda), coordinata dalla dott.ssa Astori.Lo scopo della ricerca era di valutare l’effetto che l’ippoterapia ha nel migliorare la percezione e la rappresentazione del proprio corpo e nel potenziare talune funzioni neuropsicologiche come l’attenzione.
Il protocollo di lavoro prevedeva la somministrazione di tre test:
- Test di Postura
- Test della Campanelle
- Test Self Recognition al computer
Il test della Campanelle ha registrato un miglioramento in entrambi i gruppi, mentre gli altri due test hanno registrato un miglioramento molto maggiore e statisticamente significativo nel gruppo trattato con ippoterapia.
Possiamo quindi concludere che l’ippoterapia è un trattamento efficace non solo nel potenziare alcune funzioni neuropsicologiche, ma anche nel facilitare una definizione più completa e corretta della propria immagine corporea con conseguente miglioramento della strutturazione del proprio sé corporeo e psichico.